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Livorno, spaccata alla Conad di via Baroni: banda in fuga con la cassaforte

di Stefano Taglione
La Conad di via Baroni
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La Conad di via Baroni

Non si sa ancora quanti soldi vi fossero all’interno, forse migliaia di euro. I ladri, arrivati su due auto, con una di queste si sono lanciati contro l'ingresso

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LIVORNO. Con un’auto hanno spaccato l’ingresso del supermercato Conad di via Baroni portando via la cassaforte con all’interno – secondo una prima e sommaria ricostruzione – almeno diverse migliaia di euro. Colpo nella notte fra domenica 7 e lunedì 8 giugno nel punto vendita della zona della stazione di Livorno centrale, dove i ladri sarebbero arrivati con due macchine – una delle quali, poi ritrovata, usata per distruggere l’accesso ai locali – per portare via parte dell’incasso non ancora consegnato ai portavalori e quindi ancora all’interno del fondo commerciale.

L’azienda non ha ancora comunicato alle autorità l’effettivo ammontare dei soldi rubati, ma è ipotizzabile che non sia purtroppo esiguo. Tutto è avvenuto fra le 2 e le 3 della notte, con alcune persone svegliate dal forte rumore dei vetri infranti. La zona, infatti, è densamente popolata: sopra e davanti al supermercato, e anche accanto, insistono diversi appartamenti. Condomini dove abitano, complessivamente, centinaia di famiglie. I ladri – a giudicare dalla coppia di auto è ipotizzabile che si trattasse di una banda composta quindi da più persone – sono poi scappati a bordo di entrambe le macchine, una delle quali (rubata) ritrovata abbandonata. Dopo averla lasciata per strada, quindi, sono saliti tutti sull’altro mezzo che non aveva i segni della spaccata, non essendo stato utilizzato per infrangere l’ingresso del punto vendita della grande distribuzione organizzata, punto di riferimento del quartiere a ridosso dello scalo ferroviario.

I carabinieri – prontamente intervenuti sul posto con una pattuglia del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Livorno, comandata dalla maggiore Federica Burzio – stanno cercando di dare un volto e un nome ai malviventi. La speranza è che le telecamere possano dare impulso alle indagini. Intanto, sulla macchina ritrovata, su disposizione della pm Sabrina Carmazzi, sono stati effettuati tutti gli accertamenti utili a ricavare le impronte digitali.

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