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I sub di Livorno iniziano la bonifica a Firenze: obiettivo riaprire il tunnel storico

di Stefano Taglione
Un sub al lavoro
Un sub al lavoro

I sommozzatori di Subsea hanno avviato nel capoluogo toscano le prove nella galleria sotto l’Arno. Incontro con il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani

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LIVORNO. Sono iniziati nei giorni scorsi, con i sommozzatori livornesi di Subsea, i lavori per la prova di bonifica per il recupero dello storico tunnel mediceo sotto l’Arno, a Firenze, dopo le immersioni esplorative effettuate nei mesi scorsi dagli stessi sub labronici. Un primo passo concreto verso l’auspicato restauro della galleria sotterranea che collega la zona della Torre della Zecca al rione di San Niccolò e che, da decenni, è completamente invasa dall’acqua.

Le operazioni preliminari serviranno a capire come intervenire sulla struttura, lunga circa 350 metri e situata a cinque metri sotto il letto del fiume. In particolare, tecnici e ingegneri stanno effettuando verifiche sul terreno, sulle infiltrazioni e sulla stabilità del passaggio, con l’obiettivo di individuare le soluzioni migliori per impermeabilizzare il passaggio e renderlo nuovamente accessibile. Il progetto, sostenuto dalla Regione Toscana con un finanziamento da 7,5 milioni di euro attraverso il Fondo sviluppo e coesione, punta a trasformare il passaggio segreto di epoca medicea in un nuovo percorso turistico e culturale nel cuore di Firenze. L’idea è quella di creare un collegamento pedonale sotterraneo fra le due sponde, recuperando una struttura rimasta per anni dimenticata e inaccessibile.

Fondamentale, già nelle scorse settimane, è stato il lavoro dei subacquei della Subsea, azienda livornese specializzata in interventi complessi e già protagonista di operazioni internazionali come quelle legate al recupero della Costa Concordia all’isola del Giglio. I sommozzatori si erano immersi nel tunnel per effettuare rilievi fotografici e video e valutare le condizioni interne della galleria, mai esplorata da quando si è allagata. Un intervento delicato e senza precedenti, necessario per consentire agli ingegneri di progettare la fase successiva dei lavori.

«In questi giorni – spiega Alessio Anguillesi di Subsea – abbiamo ricevuto la visita del presidente Eugenio Giani, con il quale ho avuto una lunga e propositiva conversazione riguardo l’andamento delle prove e il progetto futuro per la realizzazione di quello che potrebbe essere un’altra meraviglia della città di Firenze». «Si tratta di un tratto di circa 350 metri – aveva spiegato nei mesi scorsi proprio Giani – situato circa cinque metri sotto il letto del fiume e oggi completamente invaso dall’acqua. Ai sommozzatori livornesi chiediamo di individuare dove sono le falle che hanno riempito d’acqua il tunnel e compiere una valutazione su cosa occorra fare per renderlo impermeabile e permetterne la fruizione dei cittadini. È innegabile l’interesse che questo manufatto, reso accessibile e percorribile a piedi, può rappresentare dal punto di vista museale, storico e turistico».

L’obiettivo finale resta quello annunciato proprio dallo stesso governatore toscano: restituire ai cittadini e ai turisti un luogo storico unico, trasformandolo in uno dei percorsi più suggestivi del centro storico fiorentino.

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