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Livorno, ruba il telefonino al traslocatore, chiede il riscatto e poi scappa con 300 euro

di Stefano Taglione
Mezzi della polizia di Stato (foto d'archivio)
Mezzi della polizia di Stato (foto d'archivio)

Follia in via dell'Angiolo: il bandito ha rubato un cellulare sul furgone, poi presentatosi all'appuntamento per l'estorsione ha gettato il dispositivo per terra strappando i soldi dalle mani del proprietario

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LIVORNO. Doveva essere un normale pomeriggio di lavoro, si è trasformato in un incubo con tanto di richiesta di denaro per riavere il maltolto. Un’estorsione, conclusa con un esborso (forzato) di 300 euro e il cellulare lanciato a terra dal malvivente. È accaduto nei giorni scorsi in via dell’Angiolo, in centro. Due operai, impegnati in un trasloco per conto di una famiglia che vive in zona, hanno infatti denunciato il furto del telefonino lasciato all’interno del mezzo utilizzato per il servizio. Secondo quanto ricostruito, i due lavoratori avevano parcheggiato il furgone lungo la strada, lasciandolo aperto per agevolare le operazioni di carico e scarico.

Sul cruscotto, o comunque nascosto nell’abitacolo, era rimasto il dispositivo elettronico di uno dei due e nel breve lasso di tempo necessario a salire nell’appartamento per recuperare o lasciare alcuni oggetti, un uomo di origine nordafricana ha approfittato della situazione impossessandosi del telefonino e facendo provvisoriamente perdere le sue tracce. Resisi conto della sparizione, i due hanno iniziato a chiedere informazioni ai negozianti della zona, nel tentativo di capire se qualcuno avesse notato dei movimenti sospetti. È in quel momento che si sarebbe avvicinato un uomo, descritto appunto come nordafricano, che avrebbe dichiarato di essere in possesso del telefonino, chiedendo però 500 euro per la restituzione.

Voleva, insomma, subito monetizzare il furto appena messo a segno, incurante del fatto che la sua identità fosse palese, essendosi mostrato ai due lavoratori, che però chiaramente non potevano conoscere la sua identità. Una richiesta che ha spiazzato le vittime, che però pur di riavere il cellulare non hanno escluso di prendere in considerazione. All’interno della rubrica, infatti, erano presenti numeri di lavoro e contatti importanti. Pur di rientrare in possesso del dispositivo portatile, i due si sono detti disponibili a pagare la somma richiesta e di lì a poco avrebbero concordato un incontro per la consegna del denaro in cambio del telefono. Accordatisi, di fronte al malvivente, hanno spiegato di avere solo 300 euro, mostrandoglieli, con l’estorsore che glieli ha strappati dalle mani buttando a terra il cellulare.

A quel punto gli operai hanno deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine. È scattata così la chiamata al 112 e sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretto dal commissario capo Gabriele Nasca, che hanno avviato gli accertamenti del caso. I poliziotti hanno raccolto la denuncia del proprietario del telefonino danneggiato e stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto, verificando l’identità dell’uomo accusato del reato. Non è escluso che nella zona possano essere presenti telecamere di videosorveglianza utili alle indagini. Degli accertamenti successivi si occuperanno i colleghi della Squadra mobile di via Fiume, coordinati dal vicequestore Riccardo Signorelli.

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