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Livorno, le Bimbe RiUsano trovano "casa": i prossimi doni ai nonni delle Rsa

di Francesca Suggi
Livorno, le Bimbe RiUsano trovano "casa": i prossimi doni ai nonni delle Rsa

Riciclano, creano e regalano: si riparta da una stanza in Svs l'attività delle volontarie da 30 a 86 anni

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LIVORNO bFinalmente Le Bimbe RiUsano trovano “casa”. In via San Giovanni, all’interno della Svs, al primo piano. «Siamo ripartite da qualche settimana. Grazie a questa stanza che con grande cuore e disponibilità ci ha messo a disposizione la Svs siamo sempre più numerose e oggi si è aggiunto anche un uomo», a dare la bella notizia al Tirreno è Federica Pracchia, l’anima anima de Le Bimbe RiUsano, quelle lady labroniche dai 30 agli 86 anni che da un anno riciclano, creano e donano a chi soffre. Alle persone più fragili.

A Livorno ormai le conoscono tutti: Pracchia, 47 anni, di professione è infermiera all’ospedale di Livorno. Dalla sua mente sempre idee e iniziative di altruismo. E la prossima missione è proprio quella di pensare ai nonni ospiti delle Rsa cittadine. Anche sabato scorso - è il giorno in cui si ritrovano - il gruppo delle 30 attivissime si è riunito nello spazio messo a disposizione dalla Svs. Per lavorare. «A fine marzo consegneremo i giochi alle Rsa - racconta - Inizieremo con strutture pilota e l’intenzione è quella di allargarci a tutte le Rsa cittadine a sostegno dei nonnini e delle nonnine della nostra città».

I giochi che saranno preparati dalle volontarie sono sensoriali di memoria, di coordinamento. Per aiutare i nonni e le nonne nel loro percorso e passare momenti più leggeri.

«Sono fatti con stoffe, compensato, carta da disegno. Abbiamo usato svariati materiali - va avanti - Nel gruppo ci sono bravissime sartine e uncinettine ma a livello materiale non abbiamo mai fatto giochi, per noi è una bella sfida».

Le Bimbe RiUsano si superano. «Anche con errori ma unite si vince sempre. Anche sulle sfide impossibili», sottolinea lo spirito del gruppo. Una realtà nata un po’ più di un anno fa con l’obiettivo, per Pracchia, di mantenere attive la sua mamma e le amiche 70enni. Farle uscire, stimolarle a fare qualcosa dove potessero usare le loro abilità a cucire, ricamare, tagliare.

E poi la decisione di farlo, in aiuto a chi ha bisogno. Il gruppo parte in 4: oggi abbraccia una comunità di 372 persone. Non tutte attive, ovviamente. Ma in tante aiutano anche donando materiali. Perché la parola d’ordine è riciclare. «Una trentina di queste lavorano a grande ritmo». E si fa riferimento a tre nonne speciali, di 83, 84 e 86 anni: sono Anna, Rosella e Paola. «Sono convinte che noi le abbiamo risollevate dalla solitudine e dalla monotonia quotidiana - continua la 47enne - In realtà sono loro che regalano insegnamenti preziosi ogni volta a tutte noi».

Lo racconta con orgoglio. Con la gratitudine negli occhi lei che nel periodo di Natale aveva creato alla sua finestra, nel quartiere di Torretta, “un calendario dell’avvento del dono”. Con giochi appesi, ogni giorno. Un ponte con i bambini del rione costruito con la gentilezza e la voglia di creare una comunità di valori e positività. «È una generazione quella delle nonne che, chi ha avuto la fortuna di averla conosciuta come noi adesso, non la troverà mai più nella storia».

A dicembre Le Bimbe RiUsano, con la loro attività volontaria e gratuita, hanno consegnato 60 coperte e 100 porta elastomeri da destinare alle pazienti e ai pazienti del Day hospital e delle degenze dei reparti di Oncologia e Oncoematologia dell’ospedale. E adesso prima di Pasqua tocca agli ospiti delle Rsa: «L’idea è di consegnare i giochi la settimana prima di pasqua, riunire tutti gli ospiti delle Rsa, presentarci, dire loro chi siamo, cosa facciamo e donare loro i nostri lavori».

E lo stesso direttore della Svs, Francesco Cantini vuole sottolineare cosa ha spinto l’associazione verso il gruppo: «Portano avanti una attività gratuita a sostegno degli anziani fragili sposando l’attività che anche noi facciamo nel sociale: si potrebbero aprire anche future, possibili, collaborazioni», premette. Da qui la scelta di mettere a disposizione una stanza: «Anche la nostra presidente Marida Bolognesi ha detto subito sì: tutto si è concretizzato con questa bella collaborazione, perché il terzo settore funziona se c’è una rete».l
 

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