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Livorno, il segretario della Lega Ghiozzi "stronca" Vannacci: «Lui e Simoni sono dei traditori»
Dopo l'addio dell'ex generale parla il responsabile provinciale del Carroccio, che resta fedele a Matteo Salvini: «Hanno voltato le spalle ai nostri elettori»
LIVORNO. «Io sono nella Lega dal 2017 e rimango fedele al partito. Altri, come il generale Roberto Vannacci e il consigliere regionale Massimiliano Simoni, sono stati eletti con i voti del Carroccio e se ne sono andati. Hanno tradito gli elettori, dal mio punto di vista la cosa peggiore che si possa fare. Se non si è a favore di una linea, secondo me l’opposizione andrebbe fatta dall’interno, non fuori. Anche io, ad esempio, due anni fa non ero d’accordo all’inserimento nelle liste per le Comunali della Lega di Andrea Romiti, nel 2019 già candidato a sindaco del centrodestra, ma nonostante altri partiti di centrodestra mi avessero cercato sono rimasto al mio posto. E l’ho battuto, prendendo più preferenze ed entrando in consiglio comunale. Come ho battuto, alle Regionali, Alessandro Guarducci».
Non le manda a dire il segretario provinciale della Lega Carlo Ghiozzi dopo la scissione avvenuta nel suo partito, con il vicesegretario Roberto Vannacci – in città ex comandante della Folgore e del nono Reggimento “Col Moschin” – che ha lasciato il Carroccio in polemica col vicepremier Matteo Salvini fondando “Futuro nazionale”. Lui – lo chiarisce subito – pur avendo aderito qualche mese fa al team Guerrazzi de “Il mondo al contrario”, quello in supporto dell’ex generale, non lo seguirà.
Ghiozzi, lei quindi resta nella Lega?
«Sì, rimango fedele alla linea. Durante l’ultima campagna elettorale Vannacci ha commesso diversi errori e io, alla sua presenza, l’ho ribadito anche all’assemblea regionale».
La Lega non è andata per niente bene. Quali errori ha commesso l’ex generale?
«No, è andata molto male: abbiamo preso meno voti che in Campania e in Puglia, regioni non certo a trazione leghista. Inserire un candidato in un listino bloccato, a prescindere dal nome, è stato sbagliato. Non ha incentivato le persone a correre per l’elezione, visto che praticamente tutti i voti è come se fossero andati a Massimiliano Simoni. Anche i miei. Fra l’altro, quando a Viareggio era nel Pdl, passò con Gianfranco Fini. Ha, insomma, già tradito gli elettori una volta».
Vi ha penalizzato, insomma?
«Certo, anche se io ho corso come avessi chance di essere eletto. E comunque Livorno è stata l’unica provincia della Toscana in cui la Lega ha superato Forza Italia. Lo rivendico: per me è un orgoglio. E personalmente, a Livorno, ho preso la metà dei consensi di tutta la lista».
Cosa pensa della decisione dell’ex generale e di Simoni?
«Così non si fa: si tradisce l’elettorato. L’opposizione al partito, se non si è d’accordo su qualcosa, si può fare dall’interno, così invece fanno solo i perdenti».
Lei, durante la campagna elettorale per le Regionali, si era comunque avvicinato a Vannacci.
«Sì, come anche altri esponenti vedevo nel team de “Il mondo al contrario” una possibilità per allargare la base elettorale, d’altra parte Vannacci era il vicesegretario e poteva avvicinare persone esterne alle Lega, simpatizzanti. Ma l’ho fatto nell’interesse del partito. Ora, in ogni caso, il team si sta sciogliendo. Spero che a livello provinciale i nostri iscritti restino compatti e rimangano quindi fedeli al Carroccio. Io, in ogni caso, mi ero candidato in qualità di segretario provinciale, a differenza di altri non ero una persona espressamente indicata da Vannacci».
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