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Migrante morto in mare a Livorno, l'assessore Raspanti: «Servono corridoi legali e controllati»
L'amministratore dopo il dramma in porto: «Ignorare le migrazioni favorisce clandestinità ed espedienti, provocando poi queste tragedie. Serve un progetto europeo unico, dove l'Italia non venga lasciata sola, perché ignorare il problema non ferma le migrazioni. No ad aprire le porte a tutti, ovviamente, ma a un piano serio continentale, visto che fra l'altro quasi nessuno vuole rimanere da noi»
«Continuare, per motivi ideologici, a ignorare un fenomeno di portata storica come la migrazione, che deve essere gestito prima di tutto aprendo canali legali, non ha veramente senso. Queste persone non vogliono rimanere in Italia, ma spostarsi nel centro-nord dell’Europa. Partiamo subito con i corridoi umanitari».
A parlare, dopo la tragedia avvenuta giovedì 30 ottobre in porto a Livorno, è l’assessore comunale al sociale, Andrea Raspanti. Il delegato alla casa – uno degli altri suoi incarichi per l’amministrazione – si è tenuto per tutta la giornata di ieri in stretto contatto con la Capitaneria di porto, in particolare con l’ammiraglio Giovanni Canu, tenendosi informato sull’evolversi delle ricerche. «Voler ignorare questo fenomeno di portata storica, anziché gestirlo con corridoi legali, evitando il fenomeno della clandestinità e con progetti di integrazione europea, danneggia tutti – le sue parole –. Ignorare le migrazioni porta a questi drammi e agli annegamenti in mare: non ferma certo le persone, ma le porta a morire tragicamente e fa sì che poi, alla fine, il fenomeno sia ancora più difficilmente gestibile dal nostro Stato. Non dobbiamo aprire le porte a tutti, ma prevedere dei canali legali europei, come stabilito dalle normative continentali. Potremmo tenere più sotto controllo il fenomeno migratorio, visto che la clandestinità porta le persone a trovare espedienti, vivendo illegalmente. Invece, con un progetto di solidarietà europea – e senza quindi che l’Italia venga lasciata sola, come le nuove norme oggi consentono – tutto migliorerebbe e salveremmo la vita delle persone, tenendo maggiormente sotto controllo il fenomeno migratorio».
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