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Sbarcati i 262 migranti dalla "Solidaire": solo una ragazza resta a Livorno
L'assessore al sociale Andrea Raspanti: «Sbagliato correlare l'accoglienza delle navi ong alla microcriminalità. Queste persone appena possono lasciano l'Italia»
LIVORNO. Per la nostra città è stato lo sbarco numericamente più importante: 262 persone accolte da una sola nave. E a fare da mediatore, aiutando i migranti nel dialogo con le forze dell’ordine e le autorità sanitarie, c’era un ragazzo due anni fa sbarcato proprio a Livorno da un’imbarcazione umanitaria, che oggi collabora con il Cesdi – il Centro servizi donne immigrate – nell’ambito di un progetto comunale. Si è conclusa senza problemi l’operazione “Solidaire”, l’accoglienza – coordinata dalla prefettura – dei profughi salvati nei giorni scorsi dalla ong tedesca nel Mediterraneo centrale. Delle persone arrivate in Italia 105 saranno ospitate in centri emiliani, altrettanti in quelli laziali e le altre resteranno in Toscana. Solo una ragazza minorenne, individuata come «vulnerabile», sarà affidata dall’amministrazione a una comunità educativa.
I numeri
Erano 265 i richiedenti asilo salvati in mare dai volontari. Tre, in precarie condizioni di salute, erano però stati soccorsi a bordo della nave da una motovedetta della guardia costiera e accompagnati sull’isola di Lampedusa, in Sicilia: un marocchino, un bengalese e un guineano. Egitto, Bangladesh, Pakistan, Marocco, Libia, Costa d’Avorio e Nigeria, ma anche nazioni del subcontinente indiano e del Corno d’Africa i Paesi di provenienza. Quaranta, invece, i minori non accompagnati. Le autorità di sanità marittima, prima di procedere allo sbarco, hanno effettuato tutti i controlli, poi sono partite le operazioni di identificazione da parte degli agenti dell’ufficio immigrazione, che – come comunicato dalla questura nei giorni scorsi – ieri e oggi non riceverà al pubblico proprio per consentire al personale di ultimare la raccolta dei dati. Presenti le realtà del terzo settore della città, che hanno contribuito dal punto di vista sanitario (e non solo) alle operazioni: rilevati casi di scabbia, ustioni chimiche dovute al contatto con carburanti, ma anche pazienti affetti da diabete e ipertensione. Presente, naturalmente, il personale della protezione civile di Palazzo civico, con polizia municipale, carabinieri, capitaneria di porto e guardia di finanza.
Parla l’assessore
«Leggo molti commenti insofferenti per l’arrivo di questa nave – le parole dell’assessore comunale al sociale e alla casa, Andrea Raspanti – che legano lo sbarco a eventuali fenomeni di illegalità che potrebbero verificarsi. Voglio sottolineare che questa è una correlazione smentita dai fatti: noi ci occupiamo degli interventi di ricollocamento e a Livorno, di 262 persone, rimarrà solo una ragazza in condizioni di vulnerabilità. Fra l’altro, e il tutto è certificato dai dati dell’Unione europea, la stragrande maggioranza degli immigrati che raggiunge l’Italia con barconi o navi umanitarie poi si sposta nel resto del continente, ad esempio in Francia o Germania. In pochi, quindi, rimangono nel nostro Paese. A Livorno praticamente non rimane nessuno dunque non possiamo mettere in correlazione gli sbarchi con eventuali fenomeni di illegalità cittadina».
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