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«Caos e ritardi ai terminal container», autotrasportatori sul piede di guerra a Livorno

di Maurizio Campogiani

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(foto di repertorio)

Fita, l’associazione che raccoglie gli autotrasportatori iscritti alla Confederazione Nazionale dell’Artigianato, ha chiesto un incontro all’Adsp del Mar Tirreno Settentrionale

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LIVORNO. Cna Fita, l’organizzazione legata alla confederazione nazionale dell’artigianato che rappresenta le imprese di autotrasporto, critica e chiede interventi per risolvere la situazione al porto di Livorno relativamente alle condizioni di lavoro che si riscontrano ai terminal container, caratterizzate – secondo l’organizzazione – da caos e da conseguenti lunghe attese per gli operatori. Cna Fita rileva che negli ultimi giorni le code di mezzi pesanti arrivano fino all’innesto della superstrada Firenze-Pisa-Livorno, arrivando a creare problemi alle attività e alla viabilità esterna.

A tal proposito, il presidente di Fita Cna Trasporti, Massimo Angioli, ha chiesto un incontro urgente all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, alla presenza di tutti i soggetti interessati.

In una nota, la Fita spiega che le attese ai varchi e nelle aree operative arrivano a superare le tre o quattro ore, un arco temporale che rischia – sostengono – di compromettere la redditività del trasporto e mette a rischio il rispetto dei tempi di guida. «Agli autotrasportatori – spiega Alessandro Longobardi, coordinatore di Cna Trasporti – non interessa sapere le cause dei ritardi. Navi, picchi di lavoro, guasti, manutenzioni, vento o altri disservizi non devono ricadere sulle nostre imprese. Il nostro mestiere è trasportare merce per conto di un cliente, e se i costi aumentano, aumenterà il prezzo del servizio».

Per l’organizzazione degli autotrasportatori aderenti a Cna devono essere affrontati anche altri problemi come quello relativo alla gestione dei contenitori vuoti. «I terminal – dichiara Angioli – hanno ripreso a consegnare container non idonei al riutilizzo perché danneggiati, sporchi, maleodoranti o non del tutto vuoti, costringendo gli autotrasportatori a sostituirli altrove, con ulteriori oneri economici e tempi di guida extra. Anche questi costi dovrà pagarli la committenza perché non possono continuare a gravare sulle nostre spalle. È contrario alla normativa e inaccettabile sul piano professionale». Un ultimo fattore di scontro è infine rappresentato dagli orari di apertura dei terminal, che secondo Cna Fita non sono compatibili con le esigenze operative dell’autotrasporto e ai quali si aggiungono ostacoli di natura burocratica e procedurale che complicano ulteriormente le operazioni, dando origine ad attese non remunerate.

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