Gioco
Livorno piange il mitico Valdo, barista al Veloce e icona di Colline
Dolore per la morte dello storico commerciante. Tonarini lascia le figlie Lisa e Vanessa
LIVORNO. Quel suo modo di guidare la bicicletta con una mano sul manubrio e con il vassoio dei caffè nell’altra nessuno è mai riuscito a replicarlo. Eppure ci hanno provato. Ma niente. Era uno dei suoi tratti distintivi. Così come quel portamento scanzonato (sottolineato da una vasta gamma di camicie floreali) che in gioventù gli aveva fatto guadagnare il soprannome di Fonzie. Perché lui era così. E tutti lo amavano proprio per questo. «Babbo era un personaggio. Un uomo piano di vita. Gli volevano bene tutti». Valdo Tonarini è stata un’istituzione per Colline. Presidiando il bancone del bar Veloce in via di Salviano per quasi cinquant’anni. È morto ieri nella sua casa. Aveva 86 anni e lascia un grande vuoto nei cuori delle tante persone che gli volevano bene. In quelli dei suoi ex clienti e degli amici del quartiere. Ma soprattutto in quelli delle figlie Lisa e Vanessa, che sono cresciute con lui proprio in quel microcosmo che era il bar Veloce.
Gli inizi
Valdo aveva 26 anni quando con sua moglie Rosina Mannucci (allora 24enne) decise di prendere in gestione il bar Veloce in via di Salviano. Era il 1964 e i due, all’epoca, erano ancora fidanzati. Originaria del Gabbro lei e di Nibbiaia lui, si sarebbero sposati un anno dopo, trasferendosi a Colline e mandando avanti insieme quel locale che per tanti anni è stato un’istituzione all’interno del quartiere.
Gli anni del bar
E i bimbi di Colline lo chiamavano Fonzie. «Era come se tutti i ragazzi del bar fossero suoi figli – dice Vanessa –. Gli hanno sempre portato rispetto. Gli volevano bene. E lui ne voleva a loro. E poi era il re dei ponci». Non solo bancone. Perché Valdo era solito portare il caffè “per corrispondenza”. Prendeva un vassoio, posizionava lì sopra le tazzine e, salito in sella alla bicicletta, andava a portare il caffè ai commercianti vicini e alle maestre delle Rodari e delle Collodi. Nessuno ha mai capito come ci riuscisse con quella destrezza. E i bambini, a forza di vederlo, si erano affezionavano a lui. Tanto da scrivergli bigliettini dedicati. Del resto, non era difficile amare Valdo, con quel suo carattere aperto e ironico.
La pensione
Ecco perché era per tutti «il mitico Valdo». E al bar ha continuato a dare una mano anche quando la gestione è passata alla figlia Elisabetta, che tutti conoscono come Lisa, e a Dario Ceccarini, che l’hanno tenuta fino al 2018. Adesso il bar Veloce è di una famiglia di imprenditori cinesi. Valdo portava le colazioni, soprattutto. Anche perché nessuno riusciva a guidare la bici col vassoio.
La Juventus
E, prima di andare in pensione, «al bar sono sempre stati lui e mamma. Non hanno mai avuto dipendenti. Erano una cosa sola». Per questo la morte della sua Rosina è stato un duro colpo. Ma ha provato ad andare avanti, dedicandosi alla terra di Nibbiaia. «Babbo era una roccia». E anche un grande tifoso della Juventus. «Era allo stadio Heysel di Bruxelles quando, durante la partita tra Juve e Liverpool, ci fu la tragedia in cui morirono 39 persone. E poi è stato presidente dello Juventus club di Livorno, che praticamente aveva spostato al bar Veloce».
«Un uomo buono»
E, soprattutto, «era un uomo buono». Chi conosceva Valdo lo descrive come una persona allegra e come un uomo che dietro al bancone ci sapeva fare. «Gli volevano tutti bene». A cavallo degli anni Settanta era quasi un’icona. E a Colline non potevi iniziare la giornata prima di andare a prendere un caffè da Valdo. Anche solo per scambiare due battute e fare una risata. E nei negozi vicini non aspettavano altro che l’arrivo in bici di quel barista - fattorino dalla battuta sempre pronta.
L’ultimo saluto
E adesso, nel giorno del dolore più grande, sono tanti coloro che si stringono intorno alle figlie, esprimendo cordoglio con un grande abbraccio. Da questa mattina la salma di Valdo Tonarini sarà esposta, a partire dalle 8 e fino alle 18, alle salette Svs al cimitero comunale dei Lupi, alla Cigna, e domani alle 9 ci sarà la benedizione prima della cremazione. Chi vuole, dunque, potrà dare un ultimo saluto allo storico barista del bar Veloce. Al mitico Valdo, che per anni ha colorato d’allegria l’intero quartiere di Colline.
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