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«Cocaina e viagra nel frutta e verdura di Livorno»: in carcere commerciante - Chi è

di Stefano Taglione
Il negozio di ortofrutta dove è stato arrestato il titolare, in piazza dei Mille
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Il negozio di ortofrutta dove è stato arrestato il titolare, in piazza dei Mille

Il quarantenne, titolare dell'attività in piazza dei Mille, era incensurato e si è così giustificato in tribunale: «Le custodivo per un’altra persona». Per ora resta in cella

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LIVORNO. «Inconsueti movimenti che lasciavano presagire allo spaccio». Tutto è partito da alcune segnalazioni, con i carabinieri che hanno subito avviato i controlli. Scoprendo che il quarantenne dominicano David De Oleo Cabrera, fino a quel momento incensurato, avrebbe smerciato droga e rubato l’energia elettrica nel suo negozio di frutta e verdura in piazza dei Mille, “Ortofrutta De Oleo”, in questi giorni rimasto regolarmente aperto. Per questo, dopo l’arresto in flagranza di reato e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, si trova in carcere alle Sughere.

«Avuta contezza dei riscontri ottenuti dalle indagini, i militari hanno fatto accesso nel punto vendita – spiega l’Arma – riscontrando la presenza del gestore, il quale ha mantenuto un atteggiamento di palese nervosismo, con visibile tremore e sudorazione, al punto da non riuscire a fornire le proprie generalità». Gli investigatori hanno quindi eseguito «un approfondito controllo del locale, avvalendosi del cane antidroga “Krios” del nucleo cinofili della guardia di finanza labronica». «Dalla parte posteriore del bancone e di fronte all’ingresso del locale – proseguono gli inquirenti – è stata rinvenuta una vera e propria “seconda attività commerciale coperta” dalla principale, dedita alla vendita di generi di ortofrutta». In particolare «in un borsello c’erano sette grammi di cocaina suddivisi in 21 dosi».

Trovati, inoltre, 1.740 euro in banconote di vario taglio e 45 pillole con il principio attivo “sildenafil”, simil-viagra, prive delle prescrizioni mediche». La perquisizione, per forza di cose estesa nella sua abitazione di via Terrazzini, ha permesso di sequestrare in totale 1,14 chili di cocaina suddivisi in cinque buste e dieci ovuli, 2.490 euro, otto braccialetti d’oro per un peso di 300 grammi (fra cui un rosario e un crocifisso), un anello Trilogy d’oro con diamanti «di dubbia provenienza», oltre a un centinaio confezioni di pillole con il principio attivo del viagra con l’etichetta in lingua spagnola, «anche queste prive delle prescrizioni mediche», per un totale di 750 grammi. Infine cinque bilancine di precisione, un barattolo di plastica con della sostanza da taglio (probabilmente creatina) e due cucchiai di metallo sporchi della stessa “polvere bianca”. De Oleo Cabrera, difeso dall’avvocato Nicola Giribaldi, davanti al giudice per le indagini preliminari Antonio Del Forno si è difeso spiegando di aver custodito la droga per conto di un’altra persona, senza spiegare chi fosse. Il tribunale, convalidando l’arresto, ha comunque disposto – su richiesta del sostituto procuratore Daniele Rosa – la misura cautelare del carcere, dove si trova dal momento dell’arresto.

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