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Lutto

Livorno, addio a Massimo De Santi: fisico, ricercatore e uomo della sinistra


	Una foto di alcuni anni fa di Massimo De Santi
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Una foto di alcuni anni fa di Massimo De Santi

Dalla costruzione del bunker in ospedale alle missioni di pace in Iraq

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Massimo De Santi, fisico nucleare, ricercatore di livello internazionale, uomo politico della sinistra è morto ieri notte al pronto soccorso dove era stato portato dopo una caduta accidentale nel suo appartamento di via Solferino. Aveva 81 anni. Oggi la salma sarà esposta alla camera mortuaria. Ecco il ricordo di Maurizio Silvestri.


di Maurizio Silvestri

Buon passaggio Massimo. A quella dimensione della quale tu, come fisico nucleare e ricercatore, ritenevi molto possibile l’esistenza. Probabilmente sei arrivato a quel livello di coscienza al quale ogni uomo dovrebbe aspirare e che mi dimostravi attraverso formule per me troppo difficili da capire. Ma ti credevo. Come a molte altre cose di cui parlavi e che si riconducevano tutte all’energia che anima il mondo conosciuto e, probabilmente, quello del quale ben pochi hanno conoscenza. Perché niente si crea e nulla si distrugge, mi citavi Lavoisier. Qui, in questa dimensione, quella che conosciamo, hai avuto un bel percorso. Fisico nucleare, dirigente del reparto del nascente bunker ospedaliero negli anni settanta dopo un periodo studentesco di lotte sull’esempio di tuo padre partigiano. Poi il mondo che si allarga ai tuoi occhi. Ed allora vai a studiare in centri di ricerca sull’evoluzione umana a Roma. Quindi al ministero della Ricerca scientifica. Ed in Costarica, come docente all’Università della pace. Di lì un turbinio di studi e ricerche nel campo dell’energia nucleare. Nonché di impegno politico.

Sei stato alla guida di una missione di pace nell’Iraq dopo la prima guerra del golfo. In mille paesi dove si è combattuto e si combatte per un mondo diverso. Ed ancora nello Yukatan per studiare luoghi e ripercussioni energetiche di una terra dove, secondo eminenti studiosi, sarebbe caduto il gigantesco asteroide che provocò la fine dei dinosauri. Di nuovo Italia. Intanto ami e sei amato. Hai mogli, figli. «Ho sempre voluto bene a tutti – dicevi – Anche se ho sempre pensato di avere una missione da compiere. Un qualcosa di superiore che dovevo fare: studiare, andare alla fonte dell’Uomo. Capire la sua intima essenza. L’energia. Una missione che, questa è sempre stata la mia sensazione, è come mi fosse stata assegnata da qualcosa di superiore».

Ora non ci sei più in questa dimensione. Almeno non sei visibile in questo spazio tempo, come dicevi seguendo teorie avanzate da grandi uomini di scienza: Huygens, Einstain, Newton. L’augurio, per te, per noi, è che quella dimensione esista davvero. Tutto avrebbe un maggior senso. 
 

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