Gioco
“Chiedilo a Barbero”. Gli studenti delle Mazzini di Livorno e il celebre storico
Collegamento via meet per gli alunni e tante domande allo scrittore sulla storia e sul fascismo allo scrittore
LIVORNO. «Chiedilo a Barbero, alle scuole "Mazzini».
Il giorno 13 febbraio il professor Alessandro Barbero, celebre storico e scrittore italiano, si è collegato via meet con gli studenti del Comprensivo.
«L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla cortese disponibilità del professor Barbero ed al suo desiderio di confrontarsi con il mondo della scuola, da lui stesso definito "la parte più bella della società"», dicono dalla scuola..
E ancora: «Un ringraziamento alla dirigente scolastica, Elena Rossi, e alla prof Michela Diana, e soprattutto all'intera comunità dell'Istituto, docente e discente, che ha partecipato con grande entusiasmo a tale incontro».
L'intervento, pensato in primis per le classi terze della scuola secondaria dell'istituto "Mazzini", ma comunque aperto anche a tutte le altri classi dell'istituto, si è inserito all'interno del Progetto Orientamento per le scuole superiori e ha costituito un'opportunità unica per relazionarsi con un illustre accademico quale il professor Alessandro Barbero.
L'incontro si è svolto secondo la modalità, ormai consolidata, di "Chiedilo a Barbero". Come era presumibile, sono arrivate tante domande sia dagli alunni delle classi terze della scuola secondaria di I grado, sia dai docenti di tutte le discipline. I quesiti sono stati raggruppati in due categorie: la prima a carattere più metodologico riguardante il mestiere dello storico e l'importanza dello studio della storia; la seconda comprendente domande relative al fascismo.
In circa un'ora e trenta di collegamento, il professor Alessandro Barbero ha affrontato questioni metodologiche inerenti al modo di fare ricerca, alla capacità di saper interrogare fonti storiche di varia tipologia fino a trattare la problematica dell'uso dell'Intelligenza Artificiale in ambito scolastico. Si è, inoltre, soffermato sull'importanza dello studio della storia, non solo da parte dei giovani, ma da parte di chiunque per poter capire e vivere in modo consapevole il Presente.
Ha poi risposto a domande sul fascismo e sui processi che ne favorirono l'avvento: alcuni quesiti erano di più ampio respiro, come quello relativo alle differenze tra fascismo e nazismo, altri più mirati sulla figura di Mussolini.
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