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Economia e territorio

Livorno, si muovono anche i trasportatori: «Container fondamentali per noi»

di Martina Trivigno
Il Terminal Darsena Toscana (foto d’archivio)
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Il Terminal Darsena Toscana (foto d’archivio)

Angioli (Cna): «Le ditte di autotrasporto sono molto preoccupate per il trend». Longobardi: «Spesso le aziende livornesi costrette a recuperare traffici a Spezia»

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LIVORNO. «Il principale traffico a Livorno è, e deve rimanere, quello legato ai contenitori. Le auto non possono compensare, e chi lo pensa sbaglia». Massimo Angioli, il presidente di Cna Fita Trasporto merci, lancia l’allarme. «C’è molta preoccupazione fra le aziende di autotrasporto che lavorano sul porto di Livorno per il calo dei traffici, mentre i costi continuano a salire – sottolinea – . Cna Livorno non ha dubbi: i contenitori restino al primo posto. E questa posizione l’abbiamo anche espressa chiaramente al prefetto Giancarlo Dionisi al tavolo convocato in Prefettura sulla situazione della Darsena Toscana».

I numeri

I contenitori hanno registrato a settembre 2024 una flessione pari al 3,3 per cento e ora si alza il grido degli autotrasportatori che temono per il loro posto di lavoro. «La stragrande maggioranza delle imprese locali lavora quasi esclusivamente nel settore contenitori, gli altri tipi di traffici sono importanti ma secondari in termini di mezzi movimentati – sottolinea Alessandro Longobardi, coordinatore Cna Fita Trasporti Livorno – . Chi pensa che l’aumento del traffico di auto possa compensare almeno per le aziende di autotrasporto quello dei container sbaglia nettamente: i veicoli si portano con le bisarche, mezzi nati appositamente per quel tipo di trasporto, che niente hanno a che vedere con motrici e semirimorchi impiegati per i contenitori. È impossibile che un’impresa del settore contenitori possa convertirsi al traffico auto che peraltro è già in mano a poche grandi realtà del settore».

Le preoccupazioni

A preoccupare gli autotrasportatori – spiega Cna – è stato soprattutto il passaggio di proprietà di Terminal Darsena Toscana (Tdt) a Grimaldi, uno dei principali player del trasporto navale di veicoli. «Il core business di Grimaldi ha destato non poche preoccupazioni fra le imprese di autotrasporto che sono oltretutto alle prese con il calo della movimentazione di container dovuto, principalmente, alla diminuzione di transiti dal canale di Suez per la crisi mediorientale – prosegue Longobardi – . Sul calo pesa, però, anche la capacità di altri porti di essere maggiormente attrattivi, sia per politiche economiche sia per caratteristiche strutturali, come la profondità dei fondali a banchina. Non di rado imprese livornesi devono, ad esempio, effettuare viaggi giornalieri a La Spezia per recuperare qualche traffico».

I costi del carburante

E nel frattempo i costi generali e del carburante salgono. «Il solo pensare di aggiungere in futuro a questi costi il pedaggio sulla Fi-Pi-Li è assurdo – conclude Longobardi – ed anche su questo Cna si è opposta e si opporrà. Al momento abbiamo incassato un rinvio della questione a dopo le elezioni regionali, ma ci auguriamo che chi governerà capisca l’impossibilità e l’inopportunità di applicare un pedaggio selettivo. La Fi-Pi-Li non è un’alternativa all’autostrada ma una viabilità essenziale per collegare anche al porto tutte le aree produttive toscane».

I dazi doganali

Per Giuseppe Gucciardo, segretario generale della Filt-Cgil di Livorno, il porto non ha cambiato la sua natura. «Assistiamo a una flessione generalizzata a livello mondiale – conclude – . L’imposizione di dazi da parte dell’America non ci aiuta, visto che il nord America è il mercato prevalente per il porto. Il calo che stiamo registrando sul fronte dei contenitori, quindi, è legato a un calo diffuso a livello planetario. Ad oggi la preoccupazione degli autotrasportatori è fondata, ma non può essere attribuita alle dinamiche del porto di Livorno, ma a quelle geo-politiche internazionali».

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