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Livorno, studenti in Provincia tra momenti di tensione e dialogo: «Sono scesa per evitare che degenerasse»

Livorno, studenti in Provincia  tra momenti di tensione e dialogo: «Sono scesa per evitare che degenerasse»

La presidente Scarpellini: «Alla fine il confronto è stato serrato: i problemi sulle manutenzioni ci sono. Ecco cosa possiamo fare»

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LIVORNO.  E quando il corteo arriva degli studenti arriva sotto la Provincia si cerca un confronto con la presidente Sandra Scarpellini. E così è stato, non senza qualche momento di tensione come sottolineano da Palazzo Granducale «quando un gruppo di partecipanti, rifiutando l’invito a far salire una delegazione, ha cercato di forzare l’ingresso laterale del palazzo provinciale».

E allora la presidente, proprio per evitare possibili situazioni di pericolo per i ragazzi, è uscita a parlare con loro, accompagnata dalla vice presidente Eleonora Agostinelli, dal consigliere Pietro Caruso e dalla responsabile del servizio Reti scolastiche Anna Roselli.

Momenti di tensione

«Avevo detto ai ragazzi che avrei ricevuto una delegazione di studenti, proprio per facilitare l’ascolto e il confronto con loro, come sempre ho fatto, con assoluta disponibilità e trasparenza – spiega Scarpellini – C’è stata, invece, una forte chiusura, da parte di alcuni dei promotori,  alla proposta di far salire un gruppo di rappresentanti e la situazione ha rischiato di degenerare. In questi anni ci sono state molte manifestazioni studentesche, alcune promosse anche dalla consulta degli studenti, e non ci siamo mai sottratti al confronto, anche difficile e acceso, con i ragazzi. La manifestazione del 6 febbraio di cui nessun mette in discussione la legittimità, è sembrata  percorsa più dalla volontà dei promotori di agitare le acque di una protesta confusa, che dalla ricerca di un dialogo  costruttivo. Dialogo che, invece, si è sviluppato con un gruppo di studenti e studentesse che si è fermato fino alla fine per  discutere con noi  sulle problematiche riguardanti le varie scuole,  con i quali abbiamo concordato di attivare anche una continuità di confronto da sviluppare nelle prossime settimane».

Poi il dialogo costruttivo

La presidente aggiunge che «I problemi posti dagli studenti hanno aspetti di carattere generale, che sono ovviamente condivisibili e come Provincia lavoriamo ogni giorno per risolvere quello su cui abbiamo una competenza diretta, mentre ci sono questioni su cui non possiamo esercitare un reale potere di intervento. Non si tratta solo di mancanza di risorse, che è comunque uno dei nodi principali, ma della difficoltà di dover gestire problemi, come per esempio quello dell’assistenza educativa per gli studenti disabili, su quali non abbiamo voce in capitolo se non quella di fare da agenti contabili nel passaggio dei finanziamenti dallo Stato alle scuole. Nel confronto serrato che abbiamo avuto oggi  con gli studenti, la Provincia non ha negato i ritardi e le problematiche sulla manutenzione scolastica, ma abbiamo sottolineato con chiarezza che lavorare con una carenza cronica di risorse e di personale non facilita una programmazione ottimale degli interventi. Ciò nonostante, continuo a non sentire levarsi una voce a difesa della riforma delle Province, né dalle  parti sociali, né dalla parte politica, per un riassetto istituzionale che restituisca a questi enti una reale agibilità di lavoro. Il disagio e la frustrazione che i ragazzi e le ragazze ci hanno manifestato oggi, sono anche i nostri e per questo perseguiremo ogni strada per sostenere il diritto degli studenti ad avere scuole sicure, inclusive e accoglienti».

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