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Avvocato al pronto soccorso senza cibo né acqua: «Previsti solo se il percorso clinico lo consente»

Il pronto soccorso di Livorno (foto d'archivio)
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Il pronto soccorso di Livorno (foto d'archivio)

Livorno: l'Asl Toscana nord ovest spiega quando sono previsti i pasti nel dipartimento di emergenza-urgenza di viale Alfieri

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LIVORNO. «Il pronto soccorso è un’unità dedicata alla gestione delle emergenze e delle urgenze mediche, dove i pazienti vengono sottoposti a un percorso di valutazione, diagnosi e trattamento che può variare in base alla gravità del caso e alla necessità di ulteriori approfondimenti clinici. Per questo la gestione dell’alimentazione segue criteri diversi rispetto ai reparti di degenza». Così l’Asl Toscana nord ovest dopo lo sfogo di un avvocato livornese che ha raccontato di aver fatto diversi accessi in pronto soccorso in quattro giorni e di non aver mai ricevuto cibo e acqua durante l’attesa.

«A differenza dei pazienti ricoverati nei reparti ospedalieri a cui vengono garantiti pasti in base alle loro condizioni cliniche, i pazienti che si trovano in pronto soccorso non possono ricevere automaticamente i pasti per diverse ragioni di natura sanitaria e organizzativa – prosegue l’Azienda sanitaria – . Si tratta di pazienti in condizione di emergenza che stanno affrontando un percorso diagnostico e terapeutico non programmabile. Su molti pazienti che accedono al pronto soccorso vengono eseguiti esami diagnostici (dai prelievi del sangue agli accertamenti con mezzi di contrasto) o procedure mediche (ome gastroscopie o colonscopie) che richiedono il digiuno. La loro condizione clinica è per definizione instabile e la priorità nel periodo di permanenza nella struttura non può che essere data alla somministrazione di cure e non di alimenti. Se così non fosse staremmo ovviamente parlando di accessi inappropriati al servizio dedicato alle emergenze».

«È comunque previsto che, nei casi in cui le condizioni cliniche del paziente lo consentano, il personale sanitario provveda a garantire un’adeguata idratazione e, se necessario, a fornire alimenti compatibili con lo stato di salute del paziente. Particolare attenzione viene riservata ai soggetti più fragili, come bambini, anziani, persone con patologie croniche o pazienti in condizioni di limitata mobilità – conclude l’Asl nord ovest – . Il personale medico e infermieristico valuta caso per caso la possibilità di somministrare pasti leggeri e facilmente digeribili, evitando alimenti che possano interferire con eventuali terapie in corso o procedura diagnostica programmata. In queste situazioni, si assicura che il paziente riceve un apporto nutrizionale adeguato fino al completamento del percorso di emergenza o al trasferimento in un reparto di degenza. L’Azienda ribadisce il proprio impegno nel garantire il benessere dei pazienti anche nel contesto dell’emergenza, assicurando che ogni decisione venga presa con attenzione e nel rispetto delle necessità cliniche individuali».

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