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Lavoro

Magna, Rsu divise sullo sciopero: volano stracci sul vecchio accordo

di Claudia Guarino

	Lo sciopero indetto dalla Fiom qualche giorno fa alla Magna
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Lo sciopero indetto dalla Fiom qualche giorno fa alla Magna

Fiom: «Fim e Usb smarcandosi non hanno rispettato il mandato»

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LIVORNO. Mentre alla Magna di Guasticce si è concluso da poco lo smontaggio della linea di attuatori Bmw, la Rsu Fiom – reduce dall’ultimo sciopero contro l’aumento del costo della mensa – punta il dito contro i colleghi di Fim e Usb sottolineando che «le altre sigle sindacali non scioperano e non rispettano la democrazia sindacale». Fim Cisl e Usb, a loro volta, chiedono all’azienda e alla Fiom di «fare un passo indietro sull’accordo del 2019, che non ha più senso di esistere. La parità di trattamento di tutti i lavoratori deve essere garantita». Insomma, un clima non proprio disteso, quello che si respira all’interno dello stabilimento legato al mondo dell’automotive. Ma andiamo con ordine.

Lo sciopero

Alla fine di dicembre nella fabbrica di Guasticce, come annunciato, è stata smontata una linea di produzione Bmw e, ha sottolineato la Fiom qualche giorno fa, «a fronte di tutto ciò non arriverà il business Mercedes, come invece sembrava». E quindi la Cgil ha manifestato dubbi sulle prospettive future dell’azienda per operai già sottoposti ad ammortizzatori sociali. Dopodiché il suddetto sindacato ha indetto uno sciopero di un’ora per turno per protestare contro l’aumento del costo della mensa. Protesta a cui non hanno invece aderito le altre due sigle sindacali. «Continueremo questa battaglia – dice la Rsu Fiom – così come da mandato democratico (91% dei consensi) ricevuto in assemblea dei lavoratori Magna». E se la Fiom sostiene che «non scioperando, le altre sigle non rispettano la democrazia sindacale», la Fim dice che «l’Assemblea ha votato contro l’aumento del costo della mensa, ma non per lo sciopero».

L’accordo sui turni

C’è poi la questione dell’accordo firmato il 16 gennaio sul diciottesimo turno. In pratica si è deciso che l’orario di lavoro va spalmato su tre turni in più rispetto al passato integrando il personale. «È un accordo migliorativo – dicono le Rsu Fim e Usb –. Come Fim e Usb abbiamo fatto togliere dall’accordo del 18 turno la parte che riguardava i lavoratori con contratto a termine, perché crediamo che in questo momento la priorità sia quella di disdire il vecchio accordo (quello del 2019 pensato per la linea Bmw, ndr) che prevede che i contratti a termine siano esclusi dalla contrattazione di secondo livello». Su questo punto la Rsu Fiom dice di essere «stupefatta dal tenore delle dichiarazioni dei colleghi che cercano di intestarsi accordi siglati da tutte le componenti sindacali, compresa la Fiom Cgil».

I contratti a termine

Per Fim e Usb, inoltre, «in questo momento la priorità è quella di disdire il vecchio accordo» sui contratti a termine «visto che l’azienda chiuderà definitamente la linea Bmw. E se l’azienda e la Fiom non faranno un passo indietro su questo accordo vergognoso noi non ci fermeremo e metteremo in campo ogni iniziativa possibile per non fare arretrare oltre i lavoratori. Perché la parità di trattamento di tutti i lavoratori deve essere una rivelazione fondamentale». Principio, questo, che non viene messo in dubbio dalla Fiom che sulla parità di trattamento tra i lavoratori si dice «pienamente d’accordo, ma Fim e Usb non hanno capito che per disdire un accordo bisogna fare una battaglia contro l’azienda e fargli ritirare la firma». 


 

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