Il Tirreno

Livorno

Sanità e umanità

Livorno e gli angeli delle Cure Palliative: «Ecco che cosa facciamo per i malati terminali e le loro famiglie da 21 anni»

di Francesca Suggi
Livorno e gli angeli delle Cure Palliative: «Ecco che cosa facciamo per i malati terminali e le loro famiglie da 21 anni»

Il gruppo con la sua presidente Francesca Luschi ringrazia la città «Infinita gratitudine a chi ci sostiene, a chi dona: la nostra missione trae da voi la linfa»

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LIVORNO. Ottocento volte grazie. Come i pazienti assistiti all’anno, nelle loro case, con una media di 60, 70 persone al giorno. Ottocento volte grazia a una squadra di 22 operatori, tra medici, infermieri, Oss, psicologi, assistenti spirituali, il fisioterapista, l’assistente sociale alla quale si aggiungono una cinquantina di volontari. Ancora ottocento volte grazie a un mondo livornese (e non ) che si muove nel segno della civiltà. Della donazione. Del grande cuore. I ringraziamenti arrivano da Francesca Luschi: guida la squadra degli angeli dell’associazione Cure Palliative che da 21 anni si occupano di assistenza medico-socio-sanitaria domiciliare gratuita a pazienti affetti da patologie, oncologiche e non, in fase terminale o comunque avanzata. E supportano le loro famiglie. In quel percorso dolorosissimo che dividerà per sempre affetti e pezzi di cuore. E restano i ricordi nella mente.

Grazie a tutti

Si coglie l’occasione del Natale per ringraziare. La gratitudine è uno dei pilastri dell’associazione, insieme ai tanti progetti in continuità e nuovi che arriveranno nell’anno nuovo. «Vogliamo donare il nostro più sentito grazie a tutti voi, amici donatori, per sostenerci sempre, per non dimenticare mai chi soffre, per lasciare un’orma preziosa lungo il cammino della solidarietà», a parlare a nome di tutti è l’energica presidente Francesca Luschi. «Grazie, perché è dal vostro contributo che la nostra missione assistenziale trae linfa e sostegno per superare le quotidiane difficoltà». Senza sostegno la vita dell’associazione sarebbe dura.

«Grazie - prosegue - perché dal 2003 ci aiutate ad aiutare i nostri pazienti e le loro famiglie, a portare nelle loro case il conforto di un sorriso, di una mano sicura a cui affidarsi nei momenti più difficili». Piccole, grandi donazioni. «Grazie, per ogni piccola o grande donazione, per ogni parola di affetto, per ogni traguardo raggiunto: grazie di cuore a ognuno di voi, e tanti auguri di buone feste».

Infermieri anche di notte

L’assistenza infermieristica è stata tra i primi obiettivi dell’associazione Cure Palliative di Livorno. Ed il progetto reperibilità notturna infermieristica è un pilastro. Essenziale. Dal 2003 ad oggi è stata potenziata progressivamente, passando da una parziale copertura giornaliera dei primi anni a una copertura totale. Il progetto realizzato nel 2022 si è proposto come obiettivo il mantenimento del servizio di assistenza notturna infermieristica, al fine di sostenere i pazienti e i loro familiari in un momento molto critico dell’assistenza: la notte. Infatti, nel caso di pazienti con patologie croniche evolutive in fase terminale, l’assistenza prestata dal familiare (caregiver) è continua, e spesso, proprio nelle ore notturne, in caso di necessità e in assenza di alternative, l’unica soluzione che il caregiver vede è il trasporto del paziente al pronto soccorso. «Per l’attuazione del progetto hanno operato 6 infermieri professionali, con esperienza pluriennale in cure palliative. L’assistenza notturna ha previsto la reperibilità di 1 infermiere, dalle 20 alle 8, tutti i giorni all’anno, in coordinamento con un medico a cui l’infermiere può fare riferimento in caso di necessità». L’assistenza domiciliare notturna garantisce una continuità assistenziale specializzata, fornendo tranquillità anche al familiare e consentendo all’assistito di continuare a vivere nell’ ambiente casalingo (luogo eletto di affetti e ricordi), promuovendo la sua autonomia e la sua routine quotidiana. E in questo modo si evitano anche accessi impropri al pronto soccorso che possono creare ulteriori difficoltà al paziente e ai propri cari (lunghe attese, per esempio).

Cure palliative a scuola

La presidente Luschi con orgoglio racconta alla città il prossimo progetto. Che allarga le sensibilità. Che permette allo spirito dei volontari delle Cure Palliative di entrare a scuola. Di farsi conoscere. Di condividere. «L’obiettivo del progetto “Cure Palliative - scuola” - spiega - È consentire ai bambini e ai ragazzi di conoscere e relazionarsi con realtà quali la morte e le Cure Palliative, senza pregiudizi, accogliendo curiosità e paure dove dovessero esserci. Educare così al rispetto della vita, tramite un’educazione al rispetto della morte, passando attraverso la spiegazione di cosa sono le Cure Palliative». Un percorso da condividere con insegnanti e genitori, ove ci sia l’interesse per farlo. Come? Il progetto prevede la divisione in gruppi dei minori con cui si lavora, in base alle classi di appartenenza (elementari e medie); la presentazione reciproca coi bambini e ragazzi, anche con l’uso di cartoline; la visione di un film (per le classi delle scuole medie). Importante il lavoro con le immagini e lettura di un libro (nel caso delle elementari), “La morte, l’anatra e il tulipano” di Wolf Erlbruch, per introdurre alcuni concetti base delle Cure Palliative, quali la presenza, l’accompagnamento, il rispetto. Previsti una breve parte teorica esplicativa sulla morte e le Cure Palliative e un incontro con altri operatori dell’associazione (infermieri, Oss). «L’idea è di 4 incontri coi ragazzi, divisi per classi e uno coi genitori, separatamente in base alle scuole di appartenenza dei figli, prima d’iniziare il lavoro coi ragazzi, ed eventualmente 1 altro incontro alla fine, se si mostrano interessati - chiude Luschi - E almeno 2 incontri con gli insegnanti delle diverse classi e un ultimo tutti insieme». Il progetto prevede l’accompagnamento della psicologa Michela Zaccherini, fondamentale quando si parla con i bambini. l


 

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