Il Tirreno

Livorno

L’intervista

Livorno, semina il panico nel parcheggio: «Era fuori controllo, ha cercato di uccidermi cambiando le traiettorie»

di Stefano Taglione

	Il furgone dopo lo schianto finale contro il muretto
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Il furgone dopo lo schianto finale contro il muretto

Parla un livornese di 25 anni, salvatosi dalla furia di un uomo ubriaco al volante nel posteggio dell’In’s di via Lulli: «Ha provato a investirmi»

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LIVORNO. «Quella persona ha tentato letteralmente di mettermi sotto con la macchina: come mi muovevo lui, col volante, spostava la mira. Era ubriaco perso, non capiva nemmeno di essere al mondo, ha provato a uccidermi. Quando ho visto che mi stava mirando ho iniziato a correre il più forte possibile. Ho rischiato la vita».

A parlare – chiedendo l’anonimato, anche per paura di ritorsioni da parte del guidatore – è il venticinquenne livornese che attorno alle 14,30 di sabato 7 dicembre, nel parcheggio del supermercato In’s di via Lulli, nel quartiere di Salviano, ha rischiato di essere travolto da un quarantenne peruviano alla guida di un furgone Dacia Dokker bianco. Il conducente, poco prima, si era schiantato contro un’auto parcheggiata, quella del medico di famiglia Andrea Ciangherotti, che si è poi rivolto al venticinquenne per raccogliere testimonianze di quanto accaduto.

Come mai quell’uomo ha tentato di investirla?

«Non ne ho assolutamente idea: era ubriaco perso, questa è la verità. Io sono uscito dal supermercato, dov’ero andato per fare la spesa, per cercare di fermarlo. Si era appena schiantato contro l’auto di Ciangherotti e, quindi, cercavo di calmarlo e di farlo scendere. Volevo anche capire se avesse bisogno di aiuto...».

Invece ha tentato di investirla.

«Non è neanche sceso dal furgone e ha ingranato la marcia, cercando di investirmi. Come mi muovevo lui cambiava traiettoria per mirarmi. Sono riuscito a correre velocemente e a scappare prima che potesse essere troppo tardi, è andata bene».

Dopo si è schiantato contro un muro?

«Non subito dopo, ma dopo un bel po’. Nel frattempo avevamo anche chiamato le forze dell’ordine, che sono arrivate».

Ha sporto denuncia?

«No, perché per fortuna sto bene, non ho neanche un graffio e da questa storia grazie al cielo sono uscito illeso. Non ho neanche rilasciato testimonianze alla polizia municipale, in quando i vigili mi hanno riferito che bastavano quelle delle dipendenti del supermercato, con le quali hanno parlato».


 

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