Il Tirreno

Livorno

L'inchiesta

Traffico internazionale di droga: 29 arresti, uno è di Livorno. Chi è, l’operazione in porto e i maxi sequestri

di Stefano Taglione

	L'operazione della guardia di finanza in porto a Livorno
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L'operazione della guardia di finanza in porto a Livorno

Tra i fermati un camionista residente in città coinvolto nella presunta associazione per delinquere. L’indagine è partita dal servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata della Guardia di finanza

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LIVORNO. C’è anche un camionista residente in città fra le 29 persone arrestate nell’ambito della maxi-operazione antidroga della guardia di finanza di Pisa che, in collaborazione con il servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata delle fiamme gialle, due giorni fa ha eseguito un’ordinanza con 30 misure di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari di Firenze, su richiesta della direzione distrettuale antimafia toscana, per una presunta associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti coinvolta, secondo l’accusa, in una serie di episodi di importazione, trasporto e cessione di droga. Cocaina che sarebbe stata spedita anche al porto di Livorno, per questo all’inchiesta (partita nel 2021) hanno collaborato i colleghi del gruppo labronico delle fiamme gialle e quelli della stazione navale degli scali Darsena. L’arrestato, ora in carcere alle Sughere, è il quarantatreenne rumeno Ionut Pislariu, autotrasportatore con un regolare contratto di lavoro residente in città.

Gli arresti

L’ordinanza, eseguita dai finanzieri del comando provinciale di Pisa in collaborazione appunto con lo Scico e i colleghi livornesi, ha riguardato 30 persone residenti in Italia (in Toscana, Calabria, Lazio, Puglia, Campania, Lombardia, Veneto e Liguria) e all’estero (Albania, Francia, Spagna e Romania). Ventitré di loro si trovano in carcere, sei ai domiciliari e per un altro è stato disposto l’obbligo di firma. Fra loro, in manette, è finito appunto Pislariu, difeso dall’avvocato Roberto Pellegrini.

L’indagine

Sono stati impegnati 200 militari del corpo «per assicurare l’esecuzione del provvedimento cautelare, insieme alle unità cinofile – si legge in una nota –. Numerose le perquisizioni, che hanno interessato anche attività ricettive a Firenze, riconducibili agli indagati albanesi. Le indagini sono state dirette dalla direzione distrettuale antimafia e hanno permesso di scoprire, mediante l’utilizzo di articolate attività di natura tecnica, un ampio contesto criminale dedito all'importazione di ingenti quantitativi di cocaina dal Sudamerica, inviati da un’autonoma struttura criminale dislocata in Ecuador e operante fra quel Paese e la Colombia, dove veniva acquistato il narcotico successivamente importato in Italia attraverso il porto di Livorno. Gli indagati – di nazionalità italiana, albanese, rumena e ucraina – sono stati ritenuti a vario titolo componenti un’associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, con carattere transnazionale. L’attività di indagine ha consentito di sequestrare oltre due tonnellate di cocaina, 45 chili di hashish, 20 chili di marijuana, che avrebbero fruttato circa 70 milioni di euro alla consorteria criminale e di arrestare, in flagranza di reato, ulteriori tre responsabili».

Un porto “crocevia”

L’inchiesta, scattata nel 2021, testimonia ancora una volta il ruolo centrale di Livorno come porta d’ingresso della droga in Europa. Proprio qualche giorno fa, i finanzieri labronici, avevano arrestato una squadra di recupero di tre persone che stava tentando di ritirare, in Darsena Toscana, 40 chili di cocaina chiusi in un container frigo di banane sbarcato dall’Ecuador: il quarantanovenne Alfons Teqa, il trentenne Athanas Xhuveli e il trentaseienne Rushan Kanushi, quest’ultimo l’unico residente in Italia, nel comune di Sant’Elpidio a Mare, in provincia di Fermo, nelle Marche. Quest’estate, invece, le stesse fiamme gialle ne avevano messo a segno un altro, più ingente, da 148 chili: era nascosta sempre in un container sbarcato dal Sudamerica. Pure in quell’occasione erano stati arrestati tre corrieri giunti dall’Albania per ritirarlo. Il 24 gennaio scorso, invece, ne erano stati requisiti 28, il 6 marzo 56, stessa quantità il 2 aprile e 14 chili il 3 giugno. In totale, di “polvere bianca”, negli ultimi mesi sono stati tolti dal mercato 366 chili, mentre 128 sono stati quelli di marijuana sequestrati il 6 marzo. Battuta anche la tratta Livorno-Olbia, dove i militari controllano moltissimi mezzi e ai cui imbarchi, proprio nelle scorse settimane, era stato arrestato grazie ai cani antidroga degli scali Darsena un autotrasportatore sardo di 23 anni che aveva nascosto 23 chili di cocaina nel suo furgone. Stava per salire a bordo di un traghetto per Olbia quando è stato fermato.

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