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L’oliveta del ’700 e il suo primo “oro”: a Livorno ecco l’olio della villa Maurogordato
Abbandono, rinascita, raccolta e frangitura: a Monterotondo 71 bottiglie di extravergine. Grande soddisfazione per Reset e Provincia: "Saranno donate a chi ha partecipato, una parte andrà ai detenuti>
LIVORNO Sta attaccando le etichette “Olio extra vergine di oliva, Villa Maurogordato”. Vanno su ben 71 bottiglie di tre formati destinati a chi quell’antica oliveta ha contribuito a far rinascere. E c’è grande emozione e soddisfazione da parte del presidente dell’associazione Reset, Giuseppe Pera.
Lui sempre presente, insieme ai volontari del gruppo, alla Provincia che ha autorizzato la messa in produzione dell’oliveta secolare di Monterotondo con la direttrice del Museo di Storia Naturale Anna Roselli in prima linea.
È un grande traguardo condiviso. Figurarsi i signori Maurogordato (e prima i Calamai) quanto sarebbero contenti di vedere la loro meraviglia secolare per decenni in stato di abbandono. Nascosta tra vegetazione selvaggia, rovi e quel che in anni e anni là, all’ombra della serra incantata e del colonnato della storica villa, si era accumulato.
«Ci tengo a sottolineare che queste bottiglie non saranno in vendita bensì saranno donate a chi ha contribuito a questo progetto, sicuramente al Museo di Storia Naturale, alla Provincia, a Roselli, alla casa circondariale considerato che sono diversi i detenuti che ci aiutano nella nostra attività, a tutti i volontari di Reset che hanno contribuito a questa grande raccolta: poi col resto organizzeremo una grande bruschettata cittadina per fare assaggiare il nostro olio di Villa Maurogordato», spiega Pera.
Dall’abbandono alla rinascita. Poi la raccolta. La frangitura al frantoio De Laurentiis di Luciana, a Fauglia. Circa 28 litri di oro giallo che arriva dalla raccolta di 204 chili di olive.
«Non è andata male come raccolta, anzi: c’è stata una resa del 14%. Un grazie alla Provincia che ha dato l’autorizzazione a mettere in produzione l’oliveta secolare», continua.
Reset riavvolge il filo. Che comincia col patto di collaborazione di due anni fa con la Provincia di Livorno proprio per la valorizzazione del parco della Villa settecentesca. Un percorso che ha portato a scoperte inaspettate, dal giardino all’italiana (risalente addirittura alla famiglia Calamai del 1771) al pozzo cisterna, alle canalizzazioni del tempo, all’antica limonaia dei Maurogordato. Per non parlare della meravigliosa serra del 1871 realizzata dai fratelli Gambaro e voluta dai Maurogordato.
Tutto col coinvolgimento nelle attività i detenuti delle Sughere, il personale adibito a lavori di pubblica utilità dal Tribunale di Livorno ed con l’Ufficio Uepe del Ministero della Giustizia, le persone in inserimento socio-lavorativo inviate da Asl Ufficio Serd di Livorno inclusi nelle attività di Reset. Ed è all’ombra della serra storica rinata grazie al lavoro dei volontari - insieme anche ad Anpana, all’Osservatorio di Monterotondo - che Pera e Roselli - responsabile del Servizio Patrimonio della Provincia - pensano alla bruschettata collettiva per far assaggiare «questo primo olio extravergine della Villa ritrovato dopo moltissimi decenni - puntualizza Roselli - I Maurogordato l’olio lo facevano: dal dopoguerra questa è la prima raccolta. Per la Provincia è una grandissima soddisfazione». E si guarda indietro: «Dopo decenni grazie al lavoro fatto con Reset siamo riusciti a ripulire l’area fino ad arrivare a questa meravigliosa raccolta delle olive e all’olio di Villa Maurogordato». Ed è il percorso fatto che inorgoglisce. «Abbiamo cominciato - chiudono da Reset - dal trovare gli alberi fagocitati dalla vegetazione, li abbiamo puliti, potati fino alla raccolta, la frangitura, l’imbottigliamento e l’etichettatura di queste bottiglie che resteranno nella storia».
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