Il Tirreno

Livorno

La protesta

«Sorveglianza e sicurezza a rischio». A Livorno mancano custodi nelle scuole: in 424 firmano per denunciare la situazione

di Francesca Suggi
«Sorveglianza e sicurezza a rischio». A Livorno mancano custodi nelle scuole: in 424 firmano per denunciare la situazione<br>

Dai comprensivi alle superiori: lettera aperta di docenti, personale Ata, studenti e genitori. Virgili (Flc-Cgil): pronti a mobilitazioni e a bloccare le attività

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LIVORNO Corridoi scolastici e piani di istituti per ore – soprattutto prima delle 11 – senza gli occhi e la presenza dei custodi a controllare. Studenti, in teoria e chissà che non capiti poi, liberi magari di uscire? Di mettersi nei guai? Può darsi. Capita più spesso di quanto si possa pensare da qualche tempo a questa parte negli istituti livornesi e di tutta la provincia. Sorveglianza e sicurezza sono sempre più al collasso, dagli istituti comprensivi alle superiori. Lo dicono forte e chiaro tutte quelle firme - ben 424 - che arrivano dal mondo scuola. E quindi docenti, collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi, alunni e genitori che sottoscrivono una sorta di grido di allarme che prende la forma di una lettera aperta, oggi. E domani potrebbe trasformarsi in mobilitazioni, scioperi dimostrativi. «E perché no, anche blocco di tutte quelle attività aggiuntive nelle scuole che ricadono sul personale Ata così insufficiente a coprire il fabbisogno: il problema della sorveglianza relativa ai collaboratori scolastici è urgente ma anche la carenza del personale Ata è enorme pure per gli assistenti amministrativi e tecnici». A fare da amplificatore a questa voce condivisa è Veronica Virgili, segretaria provinciale Flc-Cgil.

La lettera aperta nasce all’interno di una assemblea provinciale del personale Ata molto partecipata organizzata lunedì scorso. E i destinatari sono le istituzioni, ovvero Ufficio scolastico provinciale, regionale, la Provincia e i sindaci dei territori coinvolti.

Si mettono in fila criticità che non si possono più tacere. «Ad oggi abbiamo a livello provinciale 600 collaboratori scolastici – snocciola alcuni dati la sindacalista per inquadrare le criticità – a parte il fatto che il 30% è precario, ma abbiamo stimato che ne servirebbero minimo altri 200 per avere una situazione accettabile».

Sorveglianza o pulizia?

L’indicazione del sindacato in quella che viene definita una coperta cortissima è, ovviamente, di privilegiare la sorveglianza. «Bisogna che tutti sappiano che in questa situazione qualunque cosa accade fuori dall’ambiente classe e quindi nei luoghi comuni delle scuole è responsabilità dei collaboratori scolastici: come si fa a lavorare sereni? Tali carenze di organico strutturali che riguardano il mondo della scuola stanno minando il diritto per le nostre alunne e i nostri alunni ad avere un luogo di apprendimento sicuro e didatticamente valido, ma anche il diritto per il personale della scuola ad avere un ambiente di lavoro sereno e sicuro». Le fasce orarie più critiche, quelle in cui viene impiegato il personale supplente, vanno dalle 11 alle 15. «E’ durante la mattina che le carenze si sentono di più e per mancanza di personale non è raro che i piani delle scuole possano restare scoperti», va nei dettagli Virgili. «E’ inutile che ci sia una buona organizzazione oraria se i carichi di lavoro sono così importanti: pensiamo che oggi le scuole stanno praticamente aperte dalla mattina alla sera considerati i vari corsi e attività extra didattiche e specialistiche: anche chiedere ulteriori straordinari a questi lavoratori risulta non più conciliabile coi tempi di vita».

Tagli indiscriminati

Virgili fa una riflessione più generale. Riportata nella lettera aperta: «A poco servono la preparazione dei docenti e la volontà delle collaboratrici e dei collaboratori scolastici nel far funzionare le cose se il Ministero continua a perpetrare tagli ed a lasciare nel precariato un numero considerevole di personale sia docente che Ata». Ci si mette nei panni degli studenti, delle famiglie, del diritto allo studio. «Ci chiediamo come docenti e personale Ata, alla cui cura e attenzione molte famiglie affidano il loro bene più prezioso, le loro figlie e i loro figli, se sia giusto continuare con un sistema di tagli indiscriminato che impatta fortemente con quello che è il diritto all’istruzione, visto che per presidiare al meglio la vigilanza e la sorveglianza sulle alunne e sugli alunni, dobbiamo “tralasciare” la didattica o ancora peggio tararla sugli orari scoperti dalla mancanza di personale Ata nei corridoi, nei bagni o nelle palestre e nei laboratori delle nostre scuole». E ovviamente a risentirne è anche la didattica. Come si scrive nella nota: «A poco servono le nostre proposte pedagogico-didattiche se poi le risorse di personale per garantire, per esempio, la sorveglianza delle alunne e degli alunni sono scarse o addirittura inesistenti».

Pericoper gli studenti

È durante le assemblee organizzate da Flc-Cgil che emerge la triste realtà. «Ora, per quanto l’organizzazione oraria dei docenti possa essere precisa e per quanto il piano delle attività del personale Ata possa essere approntato a supporto delle attività generali dell’istituto - si legge - non di rado si creano situazioni potenzialmente pericolose e ai margini di quel confine di sorveglianza e vigilanza imposte dalla normativa anche perché molti istituti scolastici non sono strutturalmente idonei e la loro manutenzione, demandata agli enti locali, avviene troppo lentamente».

Cosa chiediamo

Il documento firmato da 424 soggetti attivi del mondo scuola ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione di tutti gli organi preposti “a vigilare sul tema della sicurezza nelle scuole (sia essa intesa come sicurezza delle strutture carenti e fatiscenti e come presidio di vigilanza e sorveglianza sulle alunne e sugli alunni)”. Questo affinché si possano fare proposte costruttive «finalizzate alle intese, per garantire a tutte le componenti della scuola luoghi di lavoro sicuri e sereni e didatticamente validi», ribadisce Virgili. Si parla anche del ruolo dei dirigenti scolastici: «Nonostante ogni anno i dirigenti facciano richieste di incremento di personale Ata, le risorse che poi di fatto vengono assegnate sono esigue, tanto da domandarci se le richieste in tal senso sono realmente basate sul fabbisogno educativo, o se vengono riviste al ribasso per restare in linea con l’ottica di spending review calata dal Ministero».l

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