Il Tirreno

Livorno

Politica: il caso

Caos in consiglio comunale a Livorno, il sindaco Salvetti al centrodestra: «Qualcuno mi ha chiesto l’assessorato di Lenzi...»

di Luca Balestri
Il sindaco Luca Salvetti al microfono in consiglio comunale (archivio Silvi)
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Il sindaco Luca Salvetti al microfono in consiglio comunale (archivio Silvi)

Scompiglio durante la seduta dopo le parole del primo cittadino: «Imbarazzato per voi»

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LIVORNO. Le dimissioni dell’ormai ex assessore Simone Lenzi alimentano il dibattito anche in Consiglio comunale. È nelle sue comunicazioni all’aula che il sindaco Luca Salvetti spiega di nuovo il perché della sua scelta. «La politica ha regole ben precise. Ad ogni azione corrisponde una reazione, che spesso diventa inevitabile. Almeno per questa giunta e per questa maggioranza, che fanno di certi principi non un’occasione da sbandierare in politica, ma un principio ispiratore delle nostre azioni di governo», comunica il sindaco.

Le deleghe

Le deleghe di Lenzi, per ora restano (quasi) tutte nelle mani del sindaco: «Terrò le deleghe io, continuando il lavoro dell’assessore. E le terrò per un momento lungo – dice –. Una delega riguarda l’avvocatura e i contenziosi, e per questa mi sembra giusto la possa avere uno degli assessori, non il sindaco». Bene le dimissioni di Lenzi per Andrea Morini del M5S, ma «preferiamo che ci sia un assessore, invece che il sindaco si tenga le deleghe». D’accordo con la scelta delle dimissioni Pietro Panciatici di Buongiorno Livorno, che ironizza: «Lenzi ha fatto la fine che augurava di fare ai lavoratori del Fatto Quotidiano».

L’opposizione

La decisione del sindaco non è condivisa dalle opposizioni di destra. Parte all’attacco il forzista Alessandro Guarducci. Cita il Giulio Cesare di Shakespeare. «Non sono qui per lodare Simone Lenzi. Ha sbagliato nei modi, ma voi del Pd e della giunta lo avete seppellito, dimenticato, umiliato». Ancora più duro verso la maggioranza il neosegretario provinciale della Lega Carlo Ghiozzi, rigorosamente contro il “pensiero unico”: «Gravi sono state le motivazioni per cui Lenzi è stato costretto a lasciare il posto – dice –. Non si può oscurare il pensiero delle persone. Voi siete abituati all’Unione sovietica, dove chi non ha un pensiero come il vostro deve essere buttato dentro un gulag». Per Costanza Vaccaro di Alternativa popolare sul caso Lenzi «la sinistra ha fatto sciacallaggio». E da Fratelli d’Italia è Marcella Amadio a criticare Salvetti: «Perché Lenzi è stato riconfermato come assessore, dato che i suoi post vanno da marzo ad agosto?», si chiede. Prima di pretendere un chiarimento per una frase detta dal primo cittadino in conferenza stampa: «La cosa più grave è quello che il sindaco ha dichiarato ai giornali. Ha detto “non mi piacciono le iene che banchettano sui cadaveri”. E se ci sono delle iene nella maggioranza, ci sono dei problemi. Questa dichiarazione getta ombra sulla maggioranza».

La replica

Secca la replica del sindaco, che oltre a spiegare il senso della sua affermazione, crea scompiglio nei consiglieri del centrodestra. «A chiunque abbia delle ambizioni (l’assessorato alla cultura, ndr), consiglio di non farmele arrivare, perché non è il momento», precisa. Aggiungendo, rivolgendosi alla destra del consiglio comunale, che a bussare alla porta del primo cittadino, tra i golosi di assessorato, non sono state solo persone di centrosinistra: «In questi giorni anche qualcuno di altre parti politiche si è dimostrato particolarmente attratto da determinate situazioni. È imbarazzante per voi», dice rivolgendosi ai banchi del centrodestra. Una frase che manda in tilt i consiglieri al punto che il consiglio viene sospeso per 5 minuti.
Rivendicano le dimissioni di Lenzi le forze di maggioranza. Per Giovanni La Sala di Livorno civica «l’azione che siamo chiamati a svolgere è politica e culturale. Più volte abbiamo rivendicato l’importanza di una comunicazione non ostile». E il capogruppo del Pd Piero Tomei aggiunge: «Non posiamo accettare che si diffondano concetti che danneggiano il tessuto della nostra comunità politica».

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