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I vigili del fuoco di Livorno perdono la loro Befana: addio a Mauro De Fusco
I ricordi dei colleghi: «Un grandissimo lavoratore, una bellissima persona». Aveva 67 anni ed era in pensione dal 2010. Si calava lui, per allietare i bambini, ogni 6 gennaio in piazza Grande
LIVORNO. Da 30 anni, ogni 6 gennaio, era lui la Befana dei vigili del fuoco. Era lui il pompiere che si calava in piazza Grande per allietare i bambini. Bambini e ragazzini che incontrava, frequentemente, anche nelle sue numerose visite nelle scuole livornesi. Aveva un cuore grande Mauro De Fusco, per tutti “Maurino”, fino al 2010 colonna portante della caserma di via Campania scomparso due giorni fa a 67 anni. Una malattia, purtroppo, nel primo pomeriggio di martedì 8 ottobre lo ha strappato all’affetto dei tantissimi amici ed ex colleghi. “Angeli in divisa” come lui che oggi lo piangono e che il 9 ottobre, alle 9,30, lo hanno salutato al comando dove il carro funebre, prima del trasferimento al cimitero dei Lupi, è stato accolto dal suono delle sirene.
La carriera
De Fusco, dopo la leva militare, era stato assunto nel corpo nazionale. Era il primo marzo del 1983 quando ha vestito per la prima volta la divisa dei pompieri, per andare in congedo il 31 marzo del 2010. Nella sua lunga carriera, culminata con l’incarico di caposquadra, è intervenuto per la strage del Moby Prince, durante l’alluvione della Versilia del 19 giugno 1996 e, fuori regione, è stato chiamato ad aiutare la popolazione per innumerevoli calamità, fra cui i terremoti in Abruzzo e Umbria. «L’ho visto entrare nei vigili del fuoco e andare in pensione – racconta il segretario dell’associazione nazionale dei vigili del fuoco di Livorno, Lucio Iurescia – ed era un instancabile lavoratore. Quando c’era bisogno, anche se non era di turno, lui veniva sempre a darci una mano. Era un caposquadra, aveva la responsabilità di diverse persone, non si tirava mai indietro. Ma soprattutto, per tutti, era la Befana».
Il ricordo
Fabrizio Lenci, pompiere in pensione da qualche anno, lo ricorda in lacrime: «Eravamo molto amici anche fuori dalla caserma – le sue parole – e d’estate, con il suo gommone, andavamo spesso al mare. Amava il mare alla follia e professionalmente era un grandissimo lavoratore. Era malato da tempo, purtroppo nell’ultimo periodo la situazione è drasticamente peggiorata». De Fusco, con la moglie, abitava in Borgo Cappuccini. Lascia un figlio. Il funerale alle 11,30 di giovedì 10 ottobre al cimitero dei Lupi, a cura delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni, poi la cremazione.
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