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Rio Maggiore, crolla la copertura: «Tragedia sfiorata». ll cedimento e il grande rischio: cosa è successo
Il vecchio involucro ha ceduto nel cantiere allestito davanti al Campo scuola. L’allarme di Legambiente e Alluvionati: «Era la vigilia dell’allerta arancione»
LIVORNO. C’è un cumulo di terra sopra quel che resta del prato. E le ruspe sono al lavoro, in un pomeriggio tendente al grigio che è la vigilia di un giorno dell’allerta meteo color arancio. Poi, all’improvviso, il crollo. A venire giù è una parte del vecchio tombamento. E il Rio Maggiore, in zona Campo Scuola, si scopre di nuovo fragile. «Poteva essere una tragedia», denunciano all’unisono il circolo Legambiente Livorno “Luciano De Majo” e il Comitato alluvionati di Livorno che, tra le altre cose, chiedono conto alla Regione dei «ritardi perenni nei cantieri». Via dei Pensieri, del resto, è in subbuglio da un po’. Da quando, nel giugno scorso, sono stati abbattuti vari alberi per allestire il cantiere funzionale proprio allo stombamento del Rio.
Il crollo
Stombamento che ha in parte ceduto mercoledì scorso. Il crollo – che è evidente nella foto – si è verificato intorno alle 16, nel momento in cui gli operai della ditta incaricata erano al lavoro e alla vigilia dell’allerta meteo arancione, diramata dalle 6 del giorno successivo. Circostanza, questa, che ha preoccupato non di poco i cittadini, considerando che l’ex tombamento in cemento armato, se lasciato in quel modo e in caso di piogge abbondanti, avrebbe potuto funzionare da tappo, provocando esondazioni tutto intorno. E questa è la denuncia fatta da Legambiente e Comitato Alluvionati.
«Grave incidente»
«L’incidente – dicono – poteva avere esiti catastrofici dal punto di vista della sicurezza idraulica del territorio, ma ancor prima di questo avrebbe potuto avere esiti letali per gli stessi lavoratori del cantiere, che nei giorni precedenti, seguendo una prassi quanto meno discutibile, hanno operato a bordo delle ruspe in cima al monte di terra di scavo, gravando col carico della macchina operatrice esattamente sopra alla copertura crollata, correndo il rischio di precipitarvi dentro». La ditta, da parte sua, ha provveduto a rimettersi all’opera per togliere di mezzo l’intoppo. E le gru hanno lavorato di notte, alla presenza della polizia municipale e del personale della protezione civile comunale. «Per fortuna non si è fatto male nessuno – proseguono Legambiente e Comitato Alluvionati – ma si è rischiato e adesso chiediamo al sindaco di farsi portavoce con la Regione, che ne è competente, dei ritardi nei cantieri».
Lavori in corso
Quello in zona Campo Scuola, d’altra parte, è un cantiere relativamente recente essendo stato allestito a giugno. E non senza polemiche. Siamo tra via Montelungo e via dei Pensieri. Ed esattamente tra il Campo scuola e i palazzi retrostanti. Area, questa, che rientra nel tratto 5 dei lavori di messa in sicurezza idraulica post alluvione del 2017. Molto semplicemente: lì sotto c’è il Rio Maggiore da stobare. Nel giugno scorso, quindi, gli addetti ai lavori hanno iniziato ad abbattere gli alberi presenti sollevando, già in quell’occasione, un vespaio. «Sono arrivati con motoseghe e ruspe e hanno iniziato ad abbattere gli alberi – hanno detto i residenti – compresi i pini. Così, senza avvisarci delle tempistiche, hanno eliminato un polmone verde». I lavori in questione sono uno dei punti d’arrivo di un percorso portato avanti dal Genio Civile della Regione. E si ricollegheranno con l’intervento avviato in via Cattaneo, anche quello per lo stombamento dei rio Maggiore. Cioè i cantieri dei tratti 5 e 6 che interessano anche il campo del Livorno 9, il Martelli il campo scuola. L’area ora delimitata con la rete arancione è di cantiere. È qui che sono in corso i lavori di stombamento. Ed è qui che mercoledì è venuta giù la copertura di cemento armato. Poi i lavori sono ripresi.
L’altro cantiere
20 agosto 2025. È questa la data prevista per la consegna degli interventi relativi al tratto 5 e al tratto 6 del Rio Maggiore tra via Cattaneo e via dei Pensieri. Ma, considerando i ritardi degli altri tratti, cittadini e associazioni temono che si vada di parecchio oltre. «I cantieri – dicono Legambiente e Alluvionati – vanno avanti a singhiozzo. Per giorni e giorni non si vede nessuna attività. Sono avviati con ritardi di anni sul cronoprogramma originario e sono in ritardo di mesi sulla pianificazione di cantiere, come nel caso del nuovo ponte ad arcata unica dei Tre Ponti, alla foce del Rio Ardenza». Qui il prossimo step è l’apertura del Bailey. Attesa (forse) nell’arco di una decina di giorni al massimo.
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