Il Tirreno

Livorno

Il disagio

Salviano, un palazzo intero senza gas da quattro mesi: la rabbia dei residenti

di Martina Trivigno
In alto a sinistra il palazzo di via Costanza, a destra alcuni degli inquilini che protestano
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In alto a sinistra il palazzo di via Costanza, a destra alcuni degli inquilini che protestano

La voce delle famiglie delle case popolari di via Costanza: «Non abbiamo neanche l’acqua calda per farci la doccia»

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LIVORNO. «Da più di quattro mesi siamo senza l’acqua calda e anche cucinare è diventato difficile». Quando entriamo in casa di Ilio Mazzoni, è l’ora di pranzo. La figlia Roberta si affaccenda intorno ai fornelli elettrici portatili. È questa la soluzione-tampone a cui si sono dovuti affidare per cucinare un pasto caldo. Lì, in quel palazzo di via Costanza, al civico 70, i condomini sono amareggiati e arrabbiati. Da più di quattro mesi aspettano l’intervento di qualcuno che ripristini la fornitura di gas.

Era il 27 maggio quando in quegli alloggi popolari, che si trovano all’angolo con via delle Viole, arrivarono i vigili del fuoco. Quel giorno – era domenica – Michela Sargenti, una delle inquiline, aveva invitato dei parenti a pranzo che, appena entrati in casa, le fecero notare che quell’odore di gas era troppo forte. Quasi insopportabile. Lanciarono così l’allarme e sul posto intervennero i vigili del fuoco e anche i tecnici di Asa, gestore della rete di distribuzione del gas anche a Livorno. «Il tubo fu subito chiuso per una fuga di gas, temendo un rischio esplosione visto che in tutto il palazzo vivono 32 famiglie – racconta – ma da allora non è successo più nulla. Da quel momento noi aspettiamo che qualcuno bussi alla nostra porta per dirci che è tutto ok».

Gli inquilini del palazzo di via Costanza hanno aspettato con pazienza, ma ora dicono basta. Perché lì, in quelle case popolari, abitano anche anziani, bambini e persone con disabilità. «È inaccettabile – sottolineano le famiglie rappresentate da Marco De Giulli, Silvana Benedettini, Alessio Scardigli, Annamria Caleo, Ilio Mazzoni e Michela Sargenti per un totale di circa 25 persone – che da maggio non siamo in grado di farci una doccia con l’acqua calda. Non tanto per noi, quanto per gli anziani e per le persone con disabilità».

È così, all’improvviso, che la quotidianità si è trasformata in una corsa a ostacoli per provare a garantire un po’ di normalità a chi vive lì. «La situazione è diventata insostenibile e sta peggiorando sempre di più, soprattutto adesso che andiamo verso la stagione più fredda – sottolinea De Giulli – . Nel corso di questi lunghi mesi, abbiamo avuto due incontri con Casalp (la società partecipata del Comune che gestisce il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, ndr) . Ci era stata garantita una soluzione al problema. Io, dal canto mio, mi ero anche detto favorevole a sostituire i vecchi fornelli a gas con quelli a induzione, ma anche in quel caso nulla si è risolto e i tempi si sono dilatati. Il risultato? A distanza di oltre quattro mesi siamo ancora senza gas».

E vedendo che la situazione andava per le lunghe, gli inquilini si sono organizzati come hanno potuto. «Considerando che siamo senza acqua calda, per lavarci siamo costretti a scaldarla prima di lavarci – prosegue De Giulli – . Un problema nel problema dal momento che i fornelli sono alimentati a gas, che non c’è. Così abbiamo acquistato dei fornelli portatili elettrici, ma oltre al danno pure la beffa: il costo della bolletta dell’elettricità, infatti, è schizzato alle stelle. Se prima pagavo 100 euro, adesso sono arrivato a spenderne più di 250. Chi ci rimborserà mai questi soldi? E quando dobbiamo cucinare un piatto che richiede una cottura più lunga, busso a una vicina, che il gas ce l’ha, con la pentola in mano. Ormai siamo ridotti a questo».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Ilio Mazzoni. «Anche noi ricorriamo ai fornelli portatili elettrici per preparare il pranzo o la cena – racconta la figlia Roberta – e anche a un piccolo forno elettrico. Il problema è la bolletta: mio padre ha speso 330 euro. È inaccettabile».

Da qui la richiesta a Casalp e ad Asa di risolvere al più presto la questione. «Fino a ora abbiamo avuto pazienza, ma adesso diciamo basta allo scarica barile delle responsabilità. Siamo stati dimenticati da tutti. Chi di dovere si metta una mano sulla coscienza e pensi a bambini, anziani e disabili da mesi senza acqua calda. Le istituzioni battano un colpo di fronte a un situazione che doveva già essere stata risolta da tempo», concludono.

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