Gioco
A lezione tra gli alberi? Sì. A Livorno e Collesalvetti la novità delle medie nel bosco
Dopo l'asilo e le elementari a Nugola l'istruzione parentale va ad abbracciare anche gli studenti più grandi: ecco come funziona
COLLESALVETTI. Non ci sono aule “al chiuso”. Le lezioni si fanno all’aperto. Pure d’inverno. I voti non si danno e neppure la lezione per casa. «Qui non insegniamo nozioni ma competenze», afferma Silvia Polverigiani, presidente dell’associazione L’albero che cammina, che gestisce il progetto LiberaMondo. Così dopo la scuola dell’infanzia e le elementari, per la prima volta arrivano a Livorno e Collesalvetti anche le scuole medie nel bosco. A Nugola, per la precisione. Nella tenuta Scacciavolpe. Qui studenti, dai baby ai 13enni hanno a disposizione, nei loro anni di formazione, 180 ettari di terra.
«Quello che facciamo è dare ai ragazzi una cassetta degli attrezzi: loro hanno la possibilità di utilizzarli secondo quelli che sono i loro interessi», prosegue lei che è l’anima del progetto. Si tratta di istruzione parentale: il progetto è attivo dal 2016 per i bambini dai 3 e ai 6 anni, e dai 6 agli 11. E da quest’anno la sperimentazione è partita anche per gli 11enni.
«Mentre in altre parti d’Europa questo metodo di educazione esiste da molto tempo, in Italia è recente – dice la responsabile - La nostra idea della scuola all’aperto è nata dall’esigenza di alcuni genitori che volevano fare qualcosa di diverso». Un’idea nuova in Italia, e pilota nel territorio livornese. Ma come funziona? Il nuovo corso delle medie quest’anno è frequentato da 5 alunni, mentre alla primaria sono 11 e all’asilo sono in 6. La scuola è aperta dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 15:30. Ogni famiglia paga circa 300 euro al mese. «Fino ai 7 anni l’esperienza in natura è potentissima, perché i bimbi fanno tanto esperienza corporea. Qua i bimbi si confrontano con un caleidoscopio di belle sfide, si sentono di appartenere alla vita».
Ma come passa le ore chi frequenta questa scuola? «I bambini mettono in ballo le loro le loro esigenze di crescita, a seconda della loro età. In alcuni momenti la cosa più rilevante sono le relazioni, ma è fondamentale anche lo sviluppo delle capacità corporee e percettive. E l’adulto che li segue mette sempre a disposizione qualcosa per loro». Le “lezioni”, quindi, dipendono anche dallo stato d’animo degli studenti nel bosco. «Se un gruppo di bambini è particolarmente concentrato sullo sviluppo delle relazioni, si convergerà su una serie di giochi di ruolo, giochi simbolici. Così come si possono far sperimentare i propri limiti, facendo arrampicare i bambini e facendo usare le costruzioni di legno».
Le materie classiche non mancano. «Alle elementari la mattina è dedicata al lavoro sulle competenze di base di italiano e matematica, il nostro approccio è multidisciplinare – va nei dettagli - Poi occhiamo storia, geografia, scienze e questioni che riguardano altri aspetti della vita. Nel pomeriggio abbiamo a disposizione laboratori di arti simboliche, come teatro, musica, danza in movimento». Nel bosco si studiano le lingue, non con il metodo frontale, bensì in modo “esperienziale”. «I bambini possono imparare inglese mentre cucinano, o mentre raccolgono frutti nel bosco. Questo vale anche per lo spagnolo. Tutti gli insegnamenti partono dai punti di vista dei bimbi». E agli studenti delle medie le materie vengono insegnate in maniera più strutturata: «Comunque non insegniamo nozioni, ma competenze. Il saper fare». Non mancano i libri di testo per fare lezione in classe: «Ma non usiamo i classici libri di scuola, come i sussidiari. Usiamo quelli della pedagogista Daniela Lucangeli. Poi con i più piccoli usiamo albi illustrati, con quelli più grandi leggiamo libri di narrativa, che siano belli».
Polverigiani si sofferma sulla scelta degli insegnanti: «Valutiamo l’esperienza pregressa con i bambini. Il titolo di studio qui vale, ma una qualifica non è necessaria. Ci deve essere la disponibilità dell’adulto a mettersi in gioco». Nella tenuta è presente un edificio dedicato, ma le lezioni si tengono all’aperto: «Gli studenti hanno le attrezzature per farlo». Un ultimo dettaglio non di poco conto. Ogni anno gli studenti devono fare degli esami nella scuola pubblica o paritaria. «Vale per tutti gli anni, per passare all’anno successivo verificando che gli studenti abbiano appreso le competenze richieste dal Ministero».
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