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Livorno, nuove aggressioni in ospedale: calci e spintoni a due operatori
I pazienti hanno dato in escandescenza e creato il panico al pronto soccorso. A un certo punto dalla struttura sanitaria sono stati chiamati anche i carabinieri perché c’era il caos
LIVORNO. In due hanno dato in escandescenza in due momenti differenti colpendo un infermiere e un operatore socio sanitario. E la stessa notte - quella tra sabato e domenica - i carabinieri sono intervenuti per un paziente esagitato che protestava a poca distanza dal triage in quanto non era stato visitato subito. Attimi di caos, quelli passati al pronto soccorso, che per fortuna non sembra abbiano avuto gravi conseguenze. Gli operatori sanitari coinvolti nei disordini, infatti, non hanno riportato ferite particolari e alla fine la situazione è tornata sotto controllo. Ciò non toglie che quanto accaduto dimostri una volta di più quanto il pronto soccorso non sia immune da episodi di violenza. Anzi.
Del resto, secondo i dati diffusi qualche tempo fa dall’Asl Toscana nord ovest, nel 2023 sono state 45 le aggressioni ai danni degli operatori sanitari avvenute all’interno dell’ospedale di Livorno. Molte delle quali, appunto, al pronto soccorso. I fatti di sabato Nella notte fra sabato e domenica scorsi è successo che due persone abbiano dato in escandescenze al pronto soccorso dell’ospedale di Livorno in due distinti momenti. E nel caos hanno colpito un operatore socio sanitario e un infermiere. Uno di loro ha ricevuto uno spintone che l’ha fatto finire a terra, l’altro un calcio. Nessuno dei due, per fortuna, con gravi conseguenze. Non è d’altra parte chiaro perché i pazienti, piuttosto esagitati, abbiano agito così. Probabilmente, almeno in un caso, ha avuto un ruolo la prospettiva di tempi d’attesa per la visita.
Fatto sta che c’è stata parecchia confusione. Con tanto di chiamata ai carabinieri di Livorno, che con ogni probabilità cercheranno di ricostruire a posteriori l’accaduto. Dopo alcuni minuti di caos, comunque, i pazienti si sono calmati e la situazione è tornata sotto controllo. I numeriMa quello dello scorso fine settimana è stato solo l’ultimo caso di violenza ai danni degli operatori sanitari di una lunga serie. Basta guardare le statistiche per capirlo. Nel 2023, come detto, le aggressioni ai danni di medici, infermieri e oss avvenute all’interno dell’ospedale di Livorno sono state 45. E l’Azienda Usl Toscana nord ovest ha inviato 30 segnalazioni ai carabinieri del Nas - il Nucleo tutela e sanità di via Pieroni - per fare altrettante sanzioni amministrative che vanno da mille a ottomila euro. È a quanto ammonta la multa prevista per contrastare la violenza nei confronti di chi lavora nella sanità, che però viene applicata per gli episodi che riguardano per lo più minacce e offese. Perché per chi picchia i sanitari (ricordiamo che nel 2023 fu preso a pugni da un paziente lo stesso primario del pronto soccorso di Livorno, il dottor Luca Dallatomasina) si va anche nel penale.
Detto ciò e tornando alle statistiche, le categorie professionali più colpite dalle aggressioni - così emerge dai dati dell’Asl - sono gli infermieri (23 volte su 45, oltre la metà), poi i medici (otto), gli operatori socio-sanitari (sette), le ostetriche (una) e altre sei sotto la voce "Altri". E le più aggredite sono donne. Sono infatti loro le vittime in 31 episodi contro i 14 degli uomini. Mentre 40 volte le aggressioni sono solo verbali e 14 fisiche (il titolare fa 45, e non 54, perché ci sono diversi episodi promiscui di offese e aggressioni fisiche). E il trend si sta dimostrando simile anche nel 2024, che ormai sta per volgere al termine.
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