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Scuola e servizi

Elementari a Livorno, il tempo pieno slitta al 30 settembre: «Antipedagogico partire subito»

di Luca Balestri
Una mensa scolastica (foto d'archivio)
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Una mensa scolastica (foto d'archivio)

L’orario allungato è legato al servizio menssa e non solo. Ma alle Carducci si comincia subito. La preside: «Più comodo per i genitori»

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LIVORNO. «Quest’anno abbiamo replicato il modello dell’anno scorso, quando iniziammo con la mensa scolastica già il secondo giorno». Qui istituto comprensivo Carducci: la dirigente scolastica Camilla Pasqualini è alla guida dell’unico istituto cittadino che già da oggi partirà col servizio mensa per i suoi studenti. Gli altri 8 della città cominceranno, per scelta, il 30 settembre. E ognuno dei dirigenti scolastici spiega le proprie motivazioni, fermo restando che il servizio mensa del Comune (è l’ente che lo gestisce) per nidi, centri d’infanzia e scuole dell’infanzia è ripartito da subito, dal 12 settembre (come ha detto la vicesindaca Libera Camici «Il Comune è pronto»).

«Organizziamo il nuovo anno scolastico a partire già dal mese di maggio, e con la collaborazione del Comune riusciamo a garantire la mensa già dalla prima settimana di scuola», continua Pasqualini. L’organico della scuola è quasi al completo, ma il fatto che manchino ancora delle unità «non ferma comunque il fatto che garantiamo il servizio mensa fin da subito – va avanti- Sappiamo che per i genitori degli alunni è più comodo avere la mensa quanto prima».

I colleghi e le colleghe degli altri istituti spiegano la propria organizzazione. «Noi iniziamo la mensa il 30 per accogliere al meglio i bambini, soprattutto quelli di prima», dice la sua Antonio Manfredini, preside dell’Ic Don Angeli.

I bambini hanno bisogno di ambientarsi a scuola. E su questo, per Manfredini, i dirigenti scolastici livornesi sono sulla stessa lunghezza d’onda. «Noi presidi ci confrontiamo. I problemi che abbiamo sono abbastanza simili, ma siamo tutti d’accordo sull’accoglienza da fare ai bambini nelle prime settimane». Fa eco Simona Michel, che guida l’Ic Benci-Borsi. «Cominciare subito secondo noi è antipedagogico. Si tratta di bambini piccoli, che hanno bisogno di avere un passaggio, da stare tutto il tempo con la famiglia ad essere inseriti in un contesto con regole diverse». La decisione di iniziare a fine mese non è presa all’ultimo: «Già ad agosto stabiliamo quando partire. I genitori non si sono mai lamentati della nostra scelta». Iniziare la mensa a fine mese significa anche avere a disposizione dei bambini più insegnanti contemporaneamente. Così alle Bartolena, come spiega la dirigente scolastica Maria Oriti: «Permettiamo agli insegnanti di lavorare insieme, con un progetto di accoglienza graduale».

E per permettere agli studenti di orientarsi, le ore non fatte nel tempo pieno nelle prime due settimane son state spostate ad una giornata particolare: «Il 28 settembre faremo una giornata in più completamente dedicata all’accoglienza, con scambi e laboratori per i bambini». «Abbiamo un progetto di ripresa graduale delle lezioni per i ragazzi che già l’anno scorso andavano a scuola, e di inserimento per i nuovi iscritti», va avanti Carmine Villani preside dell’Ic De Amicis. E aggiunge: «Nonostante questo progetto i docenti non fanno orario ridotto: ci sono le lezioni in copresenza, che fanno parte del progetto formativo di accoglienza». I docenti potranno potenziare la loro conoscenza dei ragazzi durante queste ore, quindi.

Anche al Comprensivo Micali la mensa partirà a fine mese per la stessa motivazione: «Abbiamo accolto la richiesta dei docenti di poter lavorare in contemporanea con i ragazzi, per conoscerli meglio». È la preside Rita Moretti a spiegare il perché della scelta. «Nella scuola primaria è sempre stato così. Le prime due settimane servono all’accoglienza dei ragazzi, e per permettere alle maestre e ai maestri di fare la conoscenza degli alunni lavorando insieme. Questo vale per tutti, ma soprattutto per i bambini di prima elementare». Questa la situazione alle Micheli-Bolognesi: «Sperimenteremo i piatti tris compostabili. Allo stesso momento, nello stesso piatto compostabile metteremo primo, secondo e contorno», afferma la dirigente Cecilia Semplici. È così che comincerà la mensa alle Micheli-Lamarmora, nella sede provvisoria di via Villa Gloria. «Qua non avremo uno spazio apposito per la mensa, dovremo mangiare in classe». Al Comprensivo Brin si parte dopo per far ambientare non solo gli studenti, ma anche la nuova preside, Elisabetta Iaccarino: «Avendo preso servizio quest’anno, a scuola abbiamo dovuto rivedere tutta l’organizzazione, e fare gli incontri con tutti gli enti preposti alla mensa. È per questo motivo che abbiamo deciso di partire il 30 settembre e non subito». L’unica scuola che partirà ad ottobre, il primo, sarà l’Ic Mazzini. «Abbiamo evitato di far pagare la quota di settembre ai genitori. Non ci siamo confrontati con il Comune su questo, è stata una scelta nostra», specifica la preside Elena Rossi. Che aggiunge: «Nella scelta della data ha inciso anche l’organizzazione della scuola. Non avendo ancora l’organico completo, ci sarebbe tornato difficile iniziare prima. Dovremmo completarlo entro fine settembre».
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