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Livorno, il libeccio flagella i bagni: «Danni subiti per migliaia di euro»

di Luca Balestri
Nella foto a sinistra le cabine dei bagni Pancaldi, a destra le tende strappate
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Nella foto a sinistra le cabine dei bagni Pancaldi, a destra le tende strappate

Vento e mareggiata hanno colpito duro soprattutto ai Pancaldi e ai Tirreno

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LIVORNO. La coda del maltempo è stata una tromba marina, nel primo pomeriggio di ieri, al largo della costa livornese. Ma il giorno prima – giovedì scorso – il Libeccio a 90 chilometri orari non ha risparmiato gli stabilimenti balneari cittadini. I danni non sono cospicui come dopo la mareggiata dello scorso 3 novembre, ma il cambiamento climatico è comunque sempre più una costante. E a farne le spese i bagni sono sempre i primi, soprattutto quelli che si trovano vicino alla Terrazza Mascagni. Anche stavolta, infatti, a pagare il prezzo più alto sono stati i Pancaldi Acquaviva e i Tirreno (ex Trotta) . «Ci aspettavamo delle onde di cinque metri, ci eravamo preparati, era tutto sistemato. Poi le onde sono arrivate, ma di sei metri», spiega Piero Bonaventura, gestore e proprietario dei Pancaldi. I bagni davanti al Grand Hotel Palazzo anche stavolta escono feriti dall’esplosivo connubio vento-mare, tanto che ieri lo stabilimento è rimasto chiuso al pubblico per sistemare i danni. «Dal bar non è stato portato via niente, perché eravamo ben preparati – sottolinea Bonaventura – . Ma lato Pancaldi ha portato via quattro cabine nuove e di queste ne recupereremo una sola. E la libecciata ha piegato i montanti delle porte delle strutture». Un altro disagio è stata la rena che il vento ha sparso sui due corridoi tra le cabine, sul lato Acquaviva. E se stavolta, a differenza dello scorso autunno, il gabbione è stato risparmiato, altrettanto non si può dire delle tende che sono in punta. «Una scogliera potrebbe essere messa, come parziale soluzione alle mareggiate. Ma non siamo noi a decidere, questo è demanio pubblico», chiosa Bonaventura.

Non meglio è andata al bagno vicino ai Pancaldi, i Tirreno. Qua si è già riusciti a quantificare i danni. «Il vento ha strappato via 4mila euro di tende: sono state divelte sia dal gabbione, che ora ha anche dei ferri ciondoloni, che dal bar – racconta il gestore Gianfranco Giachetti – . La tenda del gabbione era di 15 metri. Stiamo rimettendo tutto a posto, ma abbiamo comunque deciso di rimanere aperti».

«La mareggiata ha distrutto anche la tenda che faceva da paraschizzi alla piscina», continua il gestore. E a differenza dei Pancaldi, dove la sabbia la conservano e la riciclano, ripulendola ogni anno, ai Trotta il vento ne ha portata via parecchia. «Ha portato via 10mila euro di rena, oltre a far volare diversi ombrelloni in mare. Quelli li abbiamo già recuperati. Ci siamo ritrovati invece un bosco di alghe davanti a gran parte delle cabine», continua Giachetti. Ma ai Tirreno la forza distruttrice della mareggiata si nota soprattutto quando ci si affaccia al mare: il fenomeno ha smosso le panchine di cemento, che ora sono storte. «Ne abbiamo trovata una qua», dice Giachetti, indicando la superficie su cui è stata trovata una banchina, ad almeno un metro da dov’era posizionata la notte prima. «Non abbiamo subito danni, se non qualche sedia a sdraio volata. Ma con una libecciata del genere sono cose normali». Tutto bene ai bagni Fiume, garantisce il proprietario Armando Neri. «L’unica cosa, che però è una ricorrente della libecciata, sono le alghe che troviamo accumulate soprattutto sulle spiaggette. Ci vogliono ore di lavoro in più per toglierle», sottolinea. Per Neri i Fiume non hanno subito grandi danni perché «noi abbiamo la scogliera, che fa il suo lavoro. Limita la mareggiata». E a differenza degli altri bagni, Neri ha deciso di chiudere il 20, e non il 22, per fare dei lavori nello stabilimento. «Se poi vediamo che riusciamo, e se sono belle giornate, possiamo pensare di arrivare fino al 22», precisa. Danni minimi anche ai bagni Lido. «Da noi la mareggiata ha fatto solo una buca in un piazzale, e ha buttato giù un piccolo pezzo della staccionata. Ordinaria amministrazione», afferma il proprietario Riccardo Ganni. Malanni contenuti pure ai bagni Roma. «Il mare c’ha portato via qualche lettino, che speriamo di recuperare. E si è rotta qualche porta. Tutto nella norma», aggiunge Andrea Picchi, il gestore dei Roma. Lo stabilimento livornese meno danneggiato sono sicuramente i bagni Onde del Tirreno (ex Pejani) : si sono allagate le cabine, e le spiaggette si sono riempite di alghe e sporcizia, ma non si è rotto niente.


 

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