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Livorno, viaggio nelle nuove aule-container del liceo Cecioni: ci faranno lezione 42 studenti
Si tratta di prefabbricati architettonicamente progettati per diversi tipi di esigenze: nel contesto scolastico, si sono resi necessari per creare dei nuovi spazi. «Speriamo che non sia una soluzione definitiva quella dei moduli»
LIVORNO. «Noi speriamo che non sia una soluzione definitiva quella dei moduli, perché crediamo che gli studenti e le studentesse debbano studiare in altri spazi. Ma lo sforzo che la Provincia ha fatto per trovare una soluzione è stato importante». Davanti ai moduli del liceo più popoloso della città, il Cecioni, è il suo dirigente scolastico, Rino Bucci, a parlare.
Quei prefabbricati montati quest’estate sono dei container architettonicamente progettati per diversi tipi di esigenze: nel contesto scolastico, si sono resi necessari per creare dei nuovi spazi per gli studenti, in cui fare lezione, a fronte dei circa 2.030 – 2.050 studenti che quest’anno varcheranno la soglia del liceo. In pratica con i moduli i ragazzi non saranno costretti a fare turnazioni di orario di entrata e di uscita, come invece è successo fino a giugno. Sono due le costruzioni appena montate a fianco del complesso della Gherardesca. Non si possono non notare, a partire dal loro colore, giallo canarino acceso. I due parallelepipedi sono uniti grazie a una pensilina in ferro che oltre a congiungerli, permetterà ai ragazzi e alle ragazze che ne avranno bisogno di percorrere il tragitto per andare in bagno. Tradotto: potranno entrare nell’edificio scolastico principale, dato che nei moduli non sono previsti i servizi igienici.
Nella prima struttura, quella direttamente accanto all’edificio principale, saranno quattro le classi che vi svolgeranno lezione. Pavimento in linoleum grigio con qualche sfumatura bianca, ognuna delle aule è dotata di undici banchi di legno chiaro, oltre alla cattedra per i docenti, con le zampe in ferro rosse o nere. Dello stesso colore sono le zampe delle sedie, in legno, ma con l’aggiunta del colore grigio. Due le finestre presenti in ogni classe: in ogni aula c’è poi un condizionatore climatico, così come durante ogni lezione gli studenti e gli insegnanti potranno usufruire di un monitor interattivo (se ne fa l’uso che un tempo si faceva della lavagna) . I colori e l’ampiezza della struttura cambiano nel secondo modulo. Qui farà lezione soltanto una classe, anche lei munita di monitor interattivo e i posti disponibili per gli alunni sono 25. Oltre al condizionatore, d’inverno i ragazzi potranno non avere freddo grazie anche a un termosifone. E mentre le sedie hanno le zampe grigie e nere, il colore che domina i banchi e la cattedra è un l verde acquamarina.
Nei moduli non ci saranno le solite classi tutto l’anno a fare lezione: la scuola, infatti, farà roteare le classi. «Nel primo modulo non ci saranno più di 20 alunni per classe, mentre nel secondo contiamo di metterci classi con al massimo 22 studenti. I moduli verranno usati esclusivamente per le lezioni curriculari, dato che lo spazio per le altre attività scolastiche lo abbiamo», sottolinea il preside.
E i prefabbricati porteranno a scuola anche un cambio d’abitudine: data la loro presenza, sparisce il posteggio auto per i professori. I docenti che fino allo scorso anno avevano il badge per posteggiare nel cortile di scuola dovranno quindi cercare parcheggio altrove. Ma il posto auto per gli insegnanti non sarà l’unico ad essere sacrificato sull’altare dei moduli. Anche i due canestri che attualmente si trovano ancora nel giardino della scuola verranno rimossi. «I due canestri, che abbiamo avuto finora in comodato d’uso dalla Pielle, verranno tolti – spiega Bucci-. Non disponendo più del parcheggio, lo spazio adiacente ai moduli, dove sono posizionati i canestri, servirà per far manovra. Consentiremo l’accesso, dall’entrata di via Galilei, ai mezzi di soccorso e ai mezzi che trasportano gli studenti con disabilità, in modo che anche loro possano arrivare direttamente davanti a scuola».
I moduli sono stati finanziati dalla Provincia di Livorno: l’ammontare della spesa è costato all’ente 140mila euro, escluse però le spese extra, cioè quelle relative alla progettazione e alla sistemazione degli impianti. l
L.B.
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