Gioco
Livorno, torna Cavalleria Rusticana: omaggio del Goldoni al centenario di Puccini
Il doppio appuntamento di vnerdì 20 settembre e domenica 22 chiude anche il Mascagni Festival
LIVORNO. Torna “Cavalleria Rusticana” e questa volta è per legarsi al centenario di Puccini: sarà in accoppiata al Goldoni venerdì 20 (ore 20) e domenica 22 (ore 16) con “Gianni Schicchi” opera buffa del compositore lucchese. È l’ultimo atto per quest’anno del Mascagni Festival spostato al chiuso in teatro (molto più agevole per le scene, per l’acustica ecc…) dopo che i recenti lavori hanno dotato il Goldoni di un nuovo impianto di climatizzazione. Due opere brevi per un unico spettacolo – che vedrà in scena cantanti esperti e giovani promesse della lirica uscite dalla Mascagni Academy – prodotto con il Politeama Greco di Lecce e il Teatro Marruccino di Chieti.
Alla presentazione ieri nella sala Mascagni del Goldoni l’assessore Simone Lenzi ha ricordato l’amicizia tra Mascagni e Puccini che quest’estate è stata portata sul palco della Terrazza Mascagni da Alessio Boni e Marcello Prayer in “Amici di Bohème”.
Marco Voleri direttore del Mascagni Festival si è detto particolarmente soddisfatto del cast: «Abbiamo degli interpreti bravissimi, si esibiranno cantanti cinesi, portoghesi, bulgari, lituani e svizzeri. E avremo anche due grandi nomi del panorama lirico: il soprano Donata D’Annunzio Lombardi che è stata già interprete di Santuzza da noi nella “Cavalleria” del 2019 e il baritono lucchese Massimo Cavalletti». La D’Annunzio Lombardi e Cavalletti canteranno la sera del venerdì.
Due opere composte a 28 anni di distanza e che apparentemente non avrebbero alcun legame se non l’amicizia tra i due compositori. Il regista Giandomenico Vaccari però non la vede così. Vaccari ha una lunga esperienza come regista e come direttore artistico (Verdi di Trieste, San Carlo di Napoli, sovrintendente al Petruzzelli di Bari) . «Le due opere saranno uno spettacolo unico. “Cavalleria” resta ambientata nell’800, “Gianni Schicchi” invece è stato trasportato negli anni Sessanta. La scena della prima opera sarà semplice ed essenziale per trasformarsi poi nella seconda opera da una parte nella camera dove muore Buoso Donati e dall’altra in un salotto tipico degli anni Sessanta». «Abbiamo immaginato – continua il regista – che Buoso prima di morire legga la novella del Verga e si metta a sognare. Gli anni Sessanta sono gli anni del boom economico e c’è un pericoloso ritorno all’avidità e all’accaparramento. Proprio come avviene nel “Gianni Schicchi”». Le scene sono firmate dalla milanese Marina Conti. A dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Goldoni il maestro Marcello Mottadelli, dall’intero cast di cantanti molto apprezzato. «Un onore dirigere in questo teatro – ha detto – perché queste pareti hanno visto grandi interpreti e grande musica».
È intervenuta anche Donata D’Annunzio Lombardi, soprano molto legata al repertorio pucciniano: «Fiera di essere qui – ha detto – sono colma di ricordi, qui ho cantato Manon, Butterfly e Santuzza. Ora accanto a me ci sono giovani pieni di talento». Entusiasta il baritono Massimo Cavalletti: è abituato orami ai grandi teatri, ma ha scelto Livorno per debuttare nel ruolo di Alfio nella “Cavalleria”. «In questa città e in questo teatro mi sono trovato sempre bene. Queste due opere non sono semplicissime, necessitano di un lavoro di cesello e di grande finezza». Intanto lui si prepara per cantare nella “Tosca” a Lucca il 29 novembre nel giorno della morte di Puccini. Poi sarà nella “Forza del destino” di Verdi al teatro di Essen, dove canterà anche la “Messa di Gloria” di Puccini e poi in marzo nella “Butterfly” a Zurigo. l
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