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Livorno, slitta di due settimane l’inizio del tempo pieno: «Elementari senza insegnanti»
La vicesindaca Libera Camici: «Niente mensa perché manca ancora il personale».Ma in questo modo i bambini usciranno alle 12,30 creando nuovi disagi alle famiglie
LIVORNO. È ripartito da ieri il servizio mensa del Comune di Livorno per nidi, centri d’infanzia e scuole dell’infanzia ma non sarà lo stesso per le scuole primarie. Per gli alunni dai 6 agli 11 anni, infatti, la prima campanella suonerà lunedì 16, ma per il tempo pieno – e dunque mangiare a mensa – gli iscritti (e le famiglie) dovranno aspettare. Per la precisione due settimane – fino al 30 settembre – con un’unica eccezione: l’istituto comprensivo Carducci (primaria Antignano, Carducci e Montenero) che invece erogherà il servizio già dalla prima settimana di apertura. Per tutte le altre, invece, il tempo pieno slitta.
«Il Comune è pronto, ma non sono pronte le scuole – sottolinea la vicesindaca Libera Camici con le deleghe all’Istruzione e alle Politiche educative – . È vero che l’ente gestisce il servizio mensa, erogando circa 6mila pasti, ma la decisione di quando attivare il servizio è in capo ai singoli dirigenti che, quando sono pronti, ci contattano. Anche quest’anno l’organico di molte scuole statali ancora non è a regime e per garantire il tempo pieno servono prima di tutto insegnanti».
I motivi
Quasi la totalità degli istituti comprensivi ha dato la responsabilità di questo ritardo ad aspetti gestionali e organizzativi legati prima di tutto alla carenza di personale. E intanto le famiglie livornesi con figli alle scuole primarie dovranno stringere i denti per altre due settimane, organizzandosi con nonni e baby-sitter per andare a prendere i bambini all’uscita da scuola alle 12,30, anziché alle 16,30.
«La ristorazione scolastica rappresenta un servizio funzionale all’attività scolastica e viene erogato con l’obiettivo di farne un’occasione educativa, conoscitiva, nutrizionale e di interazione con le famiglie e con la scuola – spiega Camici – . Il Comune aspetta il via libera da parte dell’istituto per attivare il servizio di mensa che a quel punto dà comunicazione alla ditta Cirfood, affidataria del servizio che con la propria organizzazione garantisce la preparazione, la distribuzione e la somministrazione dei pasti».
Il menù sperimentale
Quest’anno i bambini avranno anche la proposta di un menù “sperimentale”, che vede la presenza di alcune nuove ricette che saranno sottoposte al vaglio dei piccoli utenti. L’esperienza dell’anno scolastico appena trascorso, che ha visto l’amministrazione comunale impegnata nella rilevazione del gradimento e dello scarto alimentare, rappresenta la base su cui è stata costruita la proposta del nuovo menù. «Assieme a Cirfood vogliamo rendere il menù delle mense cittadine il più possibile vicino ai gusti dei piccoli utenti, evitando in questo modo uno spreco alimentare importante derivante dallo scarto dei piatti a mensa, nel rispetto dei dettami di sostenibilità e corretta nutrizione imposti da Larn e Cam per la ristorazione scolastica che spingono verso una maggiore presenza di legumi e cereali», sottolinea Camici.
Il gradimento
IL Comune ha fatto delle analisi sullo scarto alimentare e sul gradimento, i cui risultati vedono un generale rifiuto di bambini e bambine soprattutto per verdure e pesce, ma c’è anche l’esigenza di trovare questi elementi all’interno di un menù completo e nutrizionalmente bilanciato, introducendo ancora di più legumi e cereali nella dieta degli iscritti al servizio di ristorazione scolastica. «Le prime ricette introdotte nel menù sperimentale saranno: polpettine di verdure di stagione e polpettine di carote in crema di grana, per invogliare i bambini a mangiare le verdure in un formato che piace alla maggior parte di loro, spinacina vegetale con legumi, che avrà la stessa forma e consistenza della “spinacina della casa”, nella top ten del gradimento dei bambini e delle bambine, pasta al ragù di lenticchie, che ha dimostrato avere successo su un campione rappresentativo di bambini e bambine all’inizio dello scorso anno scolastico, uova strapazzate, che sostituiranno la classica frittata al grana, risultata non molto appetibile negli ultimi sondaggi, bastoncini di pesce della casa, un formato molto amato dall’utenza, con l’intento di aumentare la disponibilità all’assaggio del pesce», conclude Camici.
Inoltre, saranno introdotti una volta a settimana: pane integrale, cereali o gallette di mais, queste ultime risultate molto gradite nella giornata a mensa con menù speciale senza glutine, ideata da Aic (Associazione italiana celiachia) e che si è svolta come ogni anno nel mese di maggio. Ogni nuova ricetta sarà abbinata nel menu giornaliero con piatti risultati molto graditi, come ad esempio pasta al pomodoro, pasta al pesto, pasta all’olio e pasta al ragù, se si tratterà di un “secondo sperimentale».
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