Il Tirreno

Livorno

La testimonianza

Il rider livornese travolto dal pirata: «È fuggito mentre ero a terra. Sono passati due anni e aspetto ancora le scuse»

di Claudia Guarino
Il rider livornese travolto dal pirata: «È fuggito mentre ero a terra. Sono passati due anni e aspetto ancora le scuse»<br>

L'incidente risale al 16 ottobre 2022. Jeridi, allora fattorino Glovo, stava facendo una consegna quando si è schiantato contro una Bmw all’incrocio tra corso Mazzini e Borgo San Jacopo

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LIVORNO. Quella era l’ultima consegna della giornata. Poi sarebbe tornato a casa da suo figlio. Ma all’improvviso sbuca il muso di un’auto. L’urto è violentissimo. Lui vola dallo scooter e finisce sulla Bmw. Poi a terra. Chi era al volante dell’auto, invece, la lascia in mezzo a corso Mazzini e fugge, salvo poi ripensarci e costituirsi il giorno dopo. Sono passati quasi due anni dall’incidente in cui è rimasto ferito il rider allora 39enne Mohamed Jeridi. Lui ora sta bene, «ma aspetto ancora le scuse di chi ha rischiato di uccidermi».

L’incidente

Il fatto in questione risale alla sera del 16 ottobre 2022. Jeridi, allora fattorino Glovo, stava facendo una consegna a bordo del suo scooter quando si è schiantato contro una Bmw all’incrocio tra corso Mazzini e Borgo San Jacopo. Il conducente della macchina prima è fuggito, poi si è costituto alla polizia municipale. Indagato per lesioni e omissione di soccorso, per l’automobilista c’è stata poi la messa alla prova. Il rider, invece, dopo un periodo iniziale passato in ospedale, è tornato a casa e ha tentato di riprendere la sua vita. All’epoca era ospite di un amico in una casa popolare in Corea. Adesso è ospite di un altro amico in centro, «ma vorrei potermi mettere in lista per ottenere una casa popolare».

«Rabbia per la fuga»

Ad ogni modo, la sera dell’incidente «ho tentato di frenare con lo scooter, ma non sono riuscito a evitare la Bmw. Mi ci sono ribaltato sopra». Lì per lì non ha visto l’automobilista che fuggiva. Era a terra, ferito e non ci ha fatto caso. «Ma ricordo bene il dolore che ho provato, la paura e le grida delle persone che erano intorno. Quando mi hanno detto che era andato via senza aiutarmi lì per lì ho provato rabbia. Sarei andato a cercarlo per rincorrerlo». Poi l’uomo si è costituito. «Sì – dice Jeridi – ma in tutto questo tempo non mi ha mai cercato per chiedere scusa. Com’è possibile? Questa cosa crea amarezza».

«Livorno è pericolosa»

Mohamed Jeridi, comunque, dice che in scooter non ha più intenzione di salire perché «è troppo pericoloso guidare a Livorno». Riguardo la professione di fattorino, dopo l’incidente aveva deciso di appendere lo zainetto al chiodo per creare una sua attività. «Con la partita iva avevo aperto una ditta di lavaggio auto a domicilio. E all’inizio andava anche bene. Poi purtroppo mi hanno sfondato il furgone e hanno rubato tutta l’attrezzatura. E a quel punto, purtroppo, ho dovuto chiudere bottega». Quindi attualmente qualche volta capita che faccia di nuovo le consegne. «Ma con la macchina. In scooter mai più». l

Claudia Guarino

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