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Livorno, picchiato dal branco a Porta a Mare: «Ragazzino preso a calci e pugni»
Parapiglia tra gruppi fuori dai negozi: un 16enne e l’amico al pronto soccorso. A sedare la lite un addetto alla sicurezza fuori servizio: «Una cattiveria mai vista»
LIVORNO. Calci, pugni, spintoni. Ancora e ancora. «A terra c’era un ragazzino. L’ho visto. Si era chiuso a guscio per pararsi dai colpi. Intorno a lui c’erano otto, nove persone. Se ne sono andate solo quando mi hanno visto procedere verso di loro gridando di smettere. Poi è arrivata l’ambulanza». Sede del caos è l’esterno del centro commerciale Porta a Mare, lato Cantieri. Ed è successo tutto intorno alle 17, 30 di lunedì pomeriggio.
«Ragazzo a terra»
«Ero appena uscito dal centro commerciale quando mia moglie mi ha fatto notare che stavano picchiando un ragazzino. A terra, di fronte all’entrata di Primark, c’era un bimbo, che avrà avuto 16 o 17 anni al massimo, circondato da un gruppo di giovani, probabilmente sudamericani». A raccontare questa storia è un addetto alla sicurezza livornese, che preferisce non comparire col suo vero nome e che lunedì pomeriggio si trovava a Porta a Mare insieme alla sua famiglia. «Quando ho capito che cosa stava succedendo, mentre mia moglie ha dato l’allarme, ho raggiunto il gruppo dicendo a quelle persone di smettere. Sono fuggiti. Ma solo dopo aver sferrato qualche ultimo calcio contro il ragazzino a terra».
I soccorsi
Nel frattempo la centrale operativa del 118, ricevuta la segnalazione dai colleghi fiorentini del numero unico di emergenza 112, ha inviato a Porta a Mare un’ambulanza della Misericordia di Via Verdi. Sul posto i soccorritori hanno trovato tre ragazzi, dunque la situazione non ha riguardato unicamente il giovane trovato a terra da chi ha poi dato l’allarme. Un 16enne residente nella zona di Fauglia e un amico, nello specifico, hanno riportato ferite a zigomi, sopracciglia, labbro e ginocchia. Il terzo ragazzo del gruppo (fratello di uno degli altri due) era invece illeso. «Il ragazzo che era a terra circondato dal gruppo – racconta l’addetto alla sicurezza – aveva un occhio nero e il volto tumefatto. L’hanno preso a calci con una cattiveria mai vista. L’altro ragazzo invece aveva un labbro rotto».
Le fazioni
Per quanto riguarda l’altra fazione, all’arrivo dei soccorritori i membri del gruppo si erano già dispersi fuggendo via. «Era un gruppetto formato da otto o nove persone. Tutti vestiti di nero e con i capelli lunghi. Con ogni probabilità, a quanto ho capito, avevano seguito gli altri ragazzini dentro al centro commerciale per poi ritrovarli fuori». Ora ci sarà da capire se le famiglie dei feriti hanno o meno intenzione di sporgere denuncia. Fatto sta che, al momento, sono state avvisate le forze dell’ordine e l’identità dei presunti aggressori (o comunque di chi avrebbe preso parte al parapiglia) rimane ignota. «Hanno posizionato addetti alla sicurezza nei negozi, quando c’è un problema anche intorno. Servirebbe personale in movimento per controllare il perimetro». Anche perché nel tempo ci sono state varie segnalazioni di tensioni che si sono verificate nei dintorni del centro commerciale. Con discussioni e caos spesso riconducibili a bande di ragazzini scalmanati.
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