Gioco
Furto della gatta, il presidente di Anpana: «Mai catturare i mici feriti per strada, chiamare i vigili»
Franco Fantappiè: «Solo loro possono avviare il percorso di recupero, accollandosi poi le spese veterinarie. Altrimenti si rischia la querela»
LIVORNO. «Se qualcuno nota un gatto ferito per la strada deve avvertire la polizia municipale e l’ufficio tutela animali. Prenderlo è vietato, perché può essere di proprietà di qualcuno ed è come rubarlo: si rischia di essere denunciati per furto, come in questo caso. Io stesso, come Anpana, lo prenderei solo se me lo ordinasse la municipale. Altrimenti rischierei di essere querelato».
A parlare, commentando la vicenda che vede indagata per furto una quarantanovenne livornese accusata dal proprietario di aver rubato la sua micia, è il presidente della sezione labronica dell’associazione animalista Anpana, Franco Fantappiè, che spiega come comportarsi se si nota, ad esempio per la strada, un felino ferito o comunque in difficoltà.
Fantappiè, bisogna quindi chiamare sempre la polizia municipale o l’ufficio animali?
«Esatto, sono loro che poi decideranno cosa fare, gli unici che possono farlo. Il Comune, proprio per casi come questo, anni fa aveva pubblicato un bando di gara vinto poi dalla cooperativa “Il Melograno”. In pratica, chiamando i vigili urbani o l’ufficio tutela animali, questi ultimi intervengono e poi avvertono gli addetti della coop, che hanno anche in gestione il canile. Nella struttura c’è un veterinario che si occupa di visitare anche i gatti, che quindi trarrà le conclusioni opportune».
La municipale va chiamata solo se il gatto è ferito?
«Se sta bene, generalmente, non ha senso ricorrere alla forza pubblica. Anche se un gatto, nella nostra città, non può vagare abbandonato».
Si spieghi meglio.
«Il regolamento comunale dice chiaramente che un gatto di proprietà, non parlo di quelli di colonia, deve essere custodito secondo determinati criteri, quindi non può essere certo lasciato a se stesso, ad esempio in un parcheggio o per la strada».
La donna poi denunciata per furto sostiene di averlo salvato in una piazza vedendolo denutrito.
«Io questa vicenda non la conosco, ne ho sentito chiaramente parlare e ho letto diversi messaggi su Facebook, ma francamente non sono a conoscenza dei dettagli. Se il gatto vagava veramente abbandonato per la strada il suo proprietario, è evidente, non gli voleva bene e ha ignorato anche i regolamenti comunali, che impediscono questa condotta. Non ha commesso nessuno reato, è vero, però non si sarebbe comportato correttamente, rischiando di incorrere per altro in una sanzione, quella prevista dal regolamento comunale in materia».
In ogni caso la signora non lo avrebbe potuto prendere.
«No, avrebbe dovuto avvertire la polizia municipale. In questi casi è l’unica cosa che si deve fare».
O anche voi di Anpana?
«No, noi avremmo comunque chiamato la polizia municipale, perché al pari degli altri cittadini non possiamo certo catturare un animale per la strada. Non possiamo sapere di chi sia, i vigili ci devono ordinare di prenderlo e, essendoci stato un bando pubblico, loro si rivolgono a questa cooperativa che ha partecipato e ottenuto l’appalto».
La quarantanovenne, al Tirreno, sostiene di essersi fatta carico di ingenti spese veterinarie per curarlo.
«Il punto è anche questo: se io trovo un gatto ferito per la strada, bisognoso di cure, qualcuno deve farsi carico delle spese veterinarie. Con l’intervento della polizia municipale, e l’avvio del percorso con “Il Melograno”, loro una volta risaliti al proprietario gli addebiteranno eventualmente anche tutte le spese. Viceversa, se non lo trovano, se ne farà carico la collettività, il Comune. Invece, in questo caso, la signora non avrebbe avvertito nessuno e quindi ha pagato in prima persona. Ora, visto che un proprietario c’è ed è stato individuato, dovrebbe chiedergli il rimborso. Fra l’altro, anche se avesse avvertito noi e noi avessimo potuto prenderlo, non avremmo avuto nemmeno i soldi per curarlo, dato le spese veterinarie sono molto onorose. Per questo è fondamentale avvertire la polizia municipale e avviare l’iter previsto dal Comune con la cooperativa. Il rischio è che, dal voler fare del bene, ci si ritrovi con una denuncia pendente». l
S.T.
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