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Turismo: la storia

Coppia di livornesi tra i passeggeri bloccati in Portogallo: «Voli dirottati, la nostra odissea verso il matrimonio»

di Martina Trivigno
Coppia di livornesi tra i passeggeri bloccati in Portogallo: «Voli dirottati, la nostra odissea verso il matrimonio»

Mattia Orlandi, infermiere, e la fidanzata Francesca Grossiera erano in viaggio per Madeira, per due volte l’aereo è tornato indietro

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LIVORNO. Costretti a dormire per due notti distesi su delle barelle “trasformate” per l’occasione in brandine. «Al freddo – precisano – per via dell’aria condizionata e senza che nessuno si preoccupasse di darci da mangiare e da bere». È l’incubo vissuto da circa 150 persone accampate all’aeroporto di Faro, in Portogallo. E la vacanza si è trasformata in una disavventura (al momento ancora senza un lieto fine) anche per una coppia di livornesi. Mattia Orlandi, 25 anni, infermiere degli Spedali Riuniti, e la fidanzata Francesca Grossi erano su quell’aereo della compagnia Wizz Air diretto a Madeira per partecipare al matrimonio di un amico. Peccato, però, che non siano arrivati a destinazione in tempo – nonostante siano partiti con un paio di giorni di anticipo – per essere presenti a quella cerimonia per cui stavano organizzando tutto nei dettagli da almeno un anno.

Tutto è iniziato il giorno di Ferragosto quando la coppia, insieme a una dozzina di invitati al matrimonio, è salita su un aereo all’aeroporto di Fiumicino (Roma) per raggiungere Madeira, ma al momento dell’atterraggio sono iniziate le complicazioni. «L’aereo su cui viaggiavamo ha iniziato a fare numerosi giri sull’aeroporto – spiega Orlandi – . Ci è stato comunicato, infatti, che non potevamo atterrare per via delle forti raffiche di vento. Alla fine abbiamo fatto dietrofront, destinazione Faro». I passeggeri di quel volo sbarcano e trascorrono la prima notte in aeroporto. «È stata una notte terribile – racconta la coppia di livornesi – . Non abbiamo mai dormito, distesi su delle barelle. Abbiamo dovuto provvedere da soli a cibo e acqua: nessuno si è preoccupato se avessimo bisogno di qualcosa». Il giorno seguente – il 16 agosto – viene data comunicazione ai passeggeri di salire di nuovo sull’aereo. Orlandi e Grossi sono stremati, ma sperano che questa sia la volta buona. «Arrivati all’altezza di Madeira, l’aereo è sceso di quota – raccontano – . Poi, però, proprio come il giorno precedente, ha iniziato a fare cinque-sei giri prima di sentire la voce del pilota che annunciava che c’erano ancora le raffiche di vento che impedivano l’atterraggio. Così siamo tornati indietro, di nuovo a Faro. Abbiamo atteso circa un’ora nell’aereo, al caldo e senza aria condizionata, prima di essere accompagnati all’interno dell’aeroporto. Ci hanno anche promesso di farci tornare a Roma: il volo per il rientro a Fiumicino era previsto infatti per le 17 del giorno stesso ma all’improvviso è stato cancellato. E così siamo stati abbandonati in aeroporto».

Più di un centinaio di persone si apprestano così a trascorrere la seconda notte consecutiva accampati in aeroporto, costringendo i passeggeri a spese non programmate. «I danni economici sono molto ingenti – concludono – . A Madeira dovevamo restare una decina di giorni, fino al 25 agosto: oltre ad aver pagato il volo, avevamo affittato due case e noleggiato l’auto, spendendo poco meno di 3mila euro. Chi ci restituirà tutti i soldi che abbiamo anticipato? Senza considerare il fatto che alla fine non siamo riusciti ad arrivare in tempo al matrimonio del nostro amico».

Alla fine la coppia, stremata e arrabbiata, è salita a bordo di un treno per raggiungere Lisbona. «Da Faro i collegamenti diretti per l’Italia sono pochissimi così abbiamo pensato di raggiungere la capitale del Portogallo – conclude Orlandi – . Una volta qui decideremo se provare comunque a raggiungere Madeira oppure rientrare subito in Italia: ci sono infatti grossi dubbi sul volo prenotato per il 25 agosto». L’incubo non è ancora finito.

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