Il Tirreno

Livorno

Sanità

Livorno, in pensione gli storici pediatri Costagliola e Marini: «Una vita dedicata ai bambini»

il dottor Alessandro Costagliola e a destra il collega Alessandro Marini
◗
il dottor Alessandro Costagliola e a destra il collega Alessandro Marini

I due medici livornesi lasciano l’attività di convenzionati con l’Asl nord ovest. Resteranno nello studio “Accademia” fino al 30 agosto, poi la libera professione

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Prima hanno curato i genitori, poi i figli. Intere generazioni hanno conosciuto i pediatri livornesi Alessandro Costagliola e Alessandro Marini, di 70 anni, punti di riferimento per migliaia di famiglie della nostra città. E presto – dal 1° settembre – cesseranno l’attività di convenzionati con l’Asl Toscana nord ovest. Con l’arrivo della pensione chiuderanno alle spalle la porta dello studio pediatrico “Accademia” di via Settembrini, ma solo metaforicamente perché non sarà un addio: lì continueranno a svolgere, infatti, la libera professione. In ogni caso, però, si conclude un’epoca.

Anche a distanza di molti anni, in tantissimi ricordano ancora i due pediatri, la valigetta marrone stretta in una mano, lo stetoscopio al collo: «Allora, cosa hai combinato? Come stai? ». La voce dei medici riecheggia ancora nelle orecchie dei pazienti oggi cresciuti, il ricordo è vivido mentre sorridono, incoraggianti, a un bambino con le guance arrossate e gli occhi lucidi per la febbre. «Per 40 anni siamo stati con orgoglio un punto di riferimento per tanti genitori e nonni – raccontano Costagliola e Marini – . Per tanti siamo diventati amici, anzi proprio di famiglia. Spero che sentano come abbiamo fatto il nostro lavoro: direi con la testa ma anche, e forse soprattutto, con il cuore».

La loro carriera, cominciata quasi mezzo secolo fa, è iniziata con un sogno: aiutare i piccoli pazienti. «La visita dal pediatra non è la bilancia, ma l’osservazione», spiegano i due medici che hanno seguito, un passo dopo l’altro, migliaia di bambini, dalla nascita fino all’adolescenza. Per loro, infatti, la pediatria non è soltanto un lavoro, ma soprattutto una grande passione. «Abbiamo messo tutto l’impegno per aiutare i genitori dai primi giorni di vita dei loro bambini, aiutandoli a farli crescere. Abbiamo condiviso ansie e gioie e quanti genitori sono stati da piccoli nostri pazienti. Intere famiglie, nonni, genitori e figli, ci sono passati davanti in questi 40 anni. Speriamo di aver lasciato un segno, un esempio di serietà professionale, di autorevolezza e di amicizia», precisano. Per molti, infatti, non sono “i dottori Costagliola e Marini”, ma semplicemente Alessandro. Perché se c’è una cosa che hanno imparato nel corso degli ultimi 40 anni è che fare il pediatra è prima di tutto empatia. «In questi giorni ha saputo del mio pensionamento una donna che oggi ha 36 anni – ricorda il dottor Marini – . Non l’ho mai dimenticata perché soffriva di una grave miocardite. Mi ha cercato sui social e in privato mi ha scritto un messaggio bellissimo: “Grazie per tutte le volte in cui ha tenuto la mano alla mia mamma per rincuorarla sul mio stato di salute”. Ecco, credo che questa sia l’essenza della nostra professione: esserci sempre per gli altri. Come medici, certo, ma anche come fonte di sostegno e aiuto. È quello che abbiamo sempre fatto».

All’epoca, quando i due pediatri hanno iniziato – raccontano – era un altro mondo. «Come diciamo, era un lavoro dell’Ottocento – spiegano – : avevamo lo stetoscopio al collo e la pila per guardare la gola dei piccoli pazienti. Ora, invece, è cambiato tutto. In particolare 18 anni fa quando abbiamo aperto lo studio pediatrico “Accademia” con i colleghi Renato Cicchiello e Filippo Citti. Ecco, in quel momento è cambiato tutto. Possiamo dire che quell’esperienza è stata una Casa della salute ante litteram: quando ancora quel modello non esisteva, noi pediatri ci siamo messi insieme, dando vita allo studio pediatrico “Accademia”. Abbiamo iniziato questo mestiere con le visite a domicilio, poi ci siamo ritrovati ad avere segretarie e infermieri. Insomma, abbiamo iniziato a lavorare in gruppo ed è stato tutto più facile. Una crescita professionale e umana quotidiana». Ma ora, per i due pediatri, è tempo di un’altra epoca: quella della pensione. «Avrei voluto restare ancora un po’ al lavoro – ammette Costagliola che ha compiuto 70 anni il 18 luglio scorso – ma alla fine sono contento di iniziare una nuova fase della mia vita. Ho una bella famiglia a cui dedicare del tempo e anche molti interessi da coltivare che, in questi anni, ho trascurato. Non ho mai sentito la mancanza di nulla perché quando il lavoro coincide con la passione la fatica non si sente. Ringrazio le segretarie e gli infermieri che si sono succeduti negli anni, dandoci un grande aiuto».

«Sono stato fortunato ad aver incontrato degli amici con cui ho condiviso il mio percorso professionale, a cominciare dai miei cari colleghi Renato, Filippo ed Alessandro con cui anni fa abbiamo intrapreso una modalità di lavoro innovativo e tutti gli amici della Federazione italiana medici pediatri (Fimp) – conclude il dottor Marini – . Sono stato fortunato ad aver conosciuto giovani motivati e competenti che hanno lavorato con noi, come segretarie e infermieri: senza loro nulla sarebbe stato possibile. Un particolare ringraziamento va ad Elena Guideri, mia segretaria e mia nipote e infine un abbraccio ai genitori, nonni e bambini per tutto, proprio tutto. Non sono mai stati un peso ma una risorsa».l

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web