A Livorno umidità e caldo da record. «Notti infernali, ecco motivi, consigli e quanto potrebbe durare»
Il vento mitiga il clima di giorno, ma la notte cala e le minime restano alte. Il meteorologo Roberto Vallorani (Lamma): «Tregua dopo Ferragosto»
LIVORNO. Niente tregua meteorologica almeno fino a Ferragosto. E la notte, a Livorno, si potrà soffrire il caldo più che a Firenze. Il motivo? L’umidità, anche oltre l’80% quando cala il sole, con le temperature minime di un grado o due più alte rispetto all’entroterra. «Durante il giorno, con la brezza – spiega Roberto Vallorani, dipendente del Cnr di Firenze e membro del servizio meteorologico operativo del Consorzio Lamma Toscana – è difficile che l’aria sia molto più calda rispetto alla temperatura del mare, che arriva a 29 gradi, 30 sui fondali più bassi, attestandosi in città sui 31-32 di massime. Massime che sono più alte in aree come ad esempio Collesalvetti, dove si può anche arrivare a 37-38».
Notti insonni
Il problema, a Livorno, è notturno. Come testimoniato dalle numerose lamentele dei cittadini che la notte fanno fatica a dormire, se non con finestre chiuse e l’aria condizionata accesa. «Quando cala il vento, tipicamente dal tardo pomeriggio – prosegue Vallorani – sulle zone costiere si rischia di stare peggio che nell’entroterra. Anzi: realmente si sta peggio. È cruciale l’umidità: se nelle zone interne è del 30%, sul mare supera l’80%, e la percezione è negativa. Con questi tassi di umidità così elevati queste sono le conseguenze».
I consigli
Il consiglio è quello di ricambiare spesso l’aria, ventilare gli ambienti e preferire i piani bassi, se possibile, rispetto a quelli alti, evitando di restare a lungo nei sottotetti, notoriamente più caldi. Poi ci sono le consuete indicazioni mediche, che prescrivono soprattutto a chi è un soggetto fragile di mangiare leggero, preferendo frutta e verdura, bevendo naturalmente molto perché la disidratazione, con alto tasso di umidità e temperatura elevate, può essere dannosissima e, soprattutto, dietro l’angolo. Tanta acqua e in diversi momenti del giorno, insomma, per cercare di stare meglio. Anche lo stesso ministero della Salute, per vincere le sofferenze legate al caldo, indica alle persone di non uscire di casa nelle ore più calde della giornata (dalle 11 alle 18 tipicamente), indossare un abbigliamento leggero, rinfrescare sia l’ambiente domestico che quello di lavoro, ridurre la temperatura corporea con bagni e docce tiepide, evitare un alto ricorso all’attività fisica e un’alimentazione corretta. Poi «se si entra in un’auto parcheggiata al sole, prima di salire aprire gli sportelli, poi iniziare il viaggio a finestrini aperti o utilizzare il sistema di climatizzazione». Infine conservare correttamente i farmaci, con una temperatura di conservazione non superiore ai 25-30 gradi e non al sole, e prendersi cura e tenere sotto controllo le persone a rischio, come gli anziani che in queste ondate di calore sono le persone che maggiormente rischiano di pagarne le conseguenze.
I prossimi giorni
Non ci saranno grosse differenze nei prossimi giorni, anche se il picco massimo delle temperature si è toccato fra sabato e domenica scorsi. La sofferenza, quindi, è destinata a restare grossomodo inalterata. Secondo i dati del Centro funzionale della Regione Toscana, alle 13 di domenica scorsa, alla stazione di monitoraggio di Quercianella si è toccato l’apice delle temperature, con 36,9 gradi, ma per fortuna già alle 16 la colonnina di mercurio si era riavvicinata a quota 30. In altre parti della regione, come a Bagno a Ripoli e Capannori (Lucca), siamo arrivati anche a 41 gradi, mentre 38 è stata la massima di Parrana San Martino e 39 sono stati percepiti a Collesalvetti. E anche ieri si sono superati i 34. Nei prossimi giorni non andrà meglio. «Ma dopo il 17 – prosegue Vallorani – nel Mediterraneo entrerà con ogni probabilità una perturbazione atlantica, che porterà un po’ di instabilità, qualche giorno di possibili temporali non solo nelle aree interne della Toscana, ma anche sulla costa. Questi fenomeni possono essere accentuati dopo ondate di calore come ad esempio quella alla quale stiamo assistendo in questi giorni».
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=76619a1)