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Mare, rischiamo un futuro pieno di batteri: che c’entra il clima e i problemi per la salute
Il biologo Alessandro Ligas: «La poca corrente non aiuta»
LIVORNO. «Gli alti livelli di enterococchi intestinali che in questi giorni stanno costringendo le amministrazioni locali a imporre i divieti di balneazione proliferano grazie all’assenza delle correnti marine e alle alte temperature dell’acqua. Purtroppo, almeno fino al 2050, anche se ridurremo i gas serra i gradi dell’atmosfera continueranno a salire, quindi per risolvere la situazione almeno nell’immediato bisogna migliorare il sistema generale di depurazione, evitando gli scarichi diretti a mare. È da lì che arrivano i batteri».
A parlare è Alessandro Ligas, biologo marino del Centro interuniversitario di biologia marina ed ecologia applicata, che ha sede allo Scoglio della Regina. Lo studioso ed esperto analizza le cause degli alti livelli di enterococchi intestinali che, negli ultimi giorni, hanno costretto il Comune di Livorno a firmare i divieti di balneazione a Gorgona e a San Jacopo (quest’ultimo revocato ieri pomeriggio, anche se i batteri sono solamente poco sotto il limite massimo consentito).
Ligas, cosa sta succedendo al nostro mare?
«Le temperature delle acque sono molto alte e in assenza di correnti subentra anche stagnazione. Questo in mare impedisce una corretta depurazione e così, i batteri, proliferano. Non è successo solo a Livorno, ma in questi giorni anche a Follonica».
Il problema, però, è a monte: gli scarichi in mare.
«Certamente, infatti dovremmo lavorare su quelli, migliorando il sistema di depurazione ed evitando il riversamento fognario diretto. Non parlo solo di scarichi urbani, ma anche di quelli che arrivano dalle campagne, quindi dall’entroterra: gli allevamenti bovini, ad esempio, da questo punto di vista attraverso i fiumi riversano in mare i batteri».
L’unica soluzione praticabile, nell’immediato, sarebbe quindi quella di risolvere il problema degli scarichi in mare, visto che per altro le temperature anno dopo anno sembrerebbero destinate a salire ulteriormente.
«Secondo uno studio francese anche se riducessimo immediatamente l’effetto dei gas serra, almeno fino al 2050, la temperatura dell’atmosfera, e quindi quella del mare, è destinata a crescere sempre di più. Dobbiamo quindi lavorare sugli scarichi fognari, perché è da lì che arrivano i batteri. Chiaramente, in piena estate, l’aumento di bagnanti non aiuta perché così facendo viene incrementato anche il cosiddetto “carico organico”».
Se una persona fa il bagno in un’area contaminata da escherichia coli o enterococchi intestinali a quali conseguenze si espone?
«A problemi di natura gastrointestinale. Anche ingerendo inavvertitamente una minima quantità di acqua si corre il rischio di sentirsi male: non parlo di berla, naturalmente, ma semplicemente di toccarsi la bocca mentre si fa il bagno. Basta poco per avere problemi. Per questi motivi scattano i divieti di balneazione».
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