Gioco
Livorno, enterococchi intestinali oltre i limiti: divieto di balneazione a San Jacopo
Colpiti in parte anche i bagni Acquaviva, dove non ci si può tuffare in acqua nella parte sud. Il patron Giorgio Bonaventura: «Noi siamo vittime»
LIVORNO. Tuffi vietati, almeno fino ai campionamenti straordinari che verranno realizzati nei prossimi giorni, al moletto di San Jacopo e anche ai bagni Acquaviva. «In seguito alla segnalazione di Arpat dell’esito sfavorevole delle analisi sui campioni d’acqua prelevati lo scorso 6 agosto – spiega infatti in una nota il Comune – l’amministrazione comunale ha disposto il divieto temporaneo di balneazione nello specchio d’acqua “San Jacopo”. Questo tratto di mare comprende il moletto di San Jacopo, la spiaggetta dietro la Chiesa e il lato sud dei bagni Acquaviva. Il divieto rimarrà in vigore fino a quando le nuove analisi non daranno esito favorevole alla balneazione». «Noi ovviamente siamo vittime di questa situazione – le parole di Giorgio Bonaventura, patron dei bagni Pancaldi (non interessati dal divieto) e Acquaviva (solo in parte colpiti) – e speriamo che presto ci sia la revoca».
Secondo quanto evidenziato dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, infatti, su un limite di 200 enterococchi intestinali ogni 100 millilitri d’acqua, il risultato ottenuto dal prelievo dei tecnici toscani è stato di 708. Nella norma invece il dato sugli escherichia coli, che non oltrepassa il parametro di 500 ogni 100 millilitri.
L’8 agosto, come previsto dalla legge, i responsabili dello stabilimento balneare livornese hanno affisso i cartelli spiegando alle persone che non potevano fare il bagno nella parte sud degli Acquaviva, con comprensibili malcontenti da parte dei clienti, nonostante il bagno non avesse alcuna responsabilità in merito a questa decisione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
