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Lo studio degli ambientalisti: «Livorno tra i porti più inquinati d’Italia»
Alcune pubblicazioni parlano di impatto negativo determinato dalla presenza delle navi da crociera
LIVORNO. Inquinamento sì, inquinamento no. È un dilemma difficilmente risolvibile quello che riguarda il possibile impatto ambientale determinato dalla presenza delle navi da crociera nei porti. Se i dati quotidiani delle tre centraline per il controllo atmosferico presenti a Livorno e gestite da Arpat evidenziano una situazione assolutamente tranquillizzante, su altri versanti si sostiene completamente l’opposto.
Il report
È il caso di Greenport, che inserisce il porto di Livorno tra i più inquinati d’Italia assieme a Civitavecchia, Venezia, Napoli, Genova e La Spezia: guarda caso tutti toccati dalle cosiddette “città galleggianti”. Analoghe le considerazioni che emergono nello studio “Turismo crocieristico italiano: scenari e trend dopo la pandemia globale. Il test case di Msc”, curato da Antonio Coviello, economista, ricercatore Cnr-Iriss e docente del Dipartimento di Economia/Green Economy nell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, e da Renato Somma, ricercatore Ingv e associato al Cnr-Iriss e al Cnr-Ismar.
Lo studio
Lo studio è stato pubblicato all’interno del volume “Sostenibilità. Contributi per il primo Rapporto SuLab”. Secondo lo studio una delle conseguenze negative determinate dalla positiva e continua crescita del settore crocieristico è proprio determinata dall’impatto negativo sulle città portuali sotto il profilo strettamente ambientale. «In particolare – si legge nello studio – mentre i porti per navi da crociera più inquinati in Europa sono Barcellona e Palma di Maiorca, i porti italiani di Venezia, Civitavecchia, Livorno, Napoli, Genova e La Spezia sono tra i più inquinati al mondo (Asero and Skoniexzny 2018; AISBL, 2019)».
Le pubblicazioni e le soluzioni
Nelle diverse pubblicazioni che ormai si può dire escono a ritmo quasi quotidiano, vengono evidenziate le possibili soluzioni per ridurre o risolvere definitivamente il problema dell’inquinamento derivante dal traffico crocieristico. Nell’immediato, i carburanti a basso tenori di zolfo, che secondo gli ambientalisti vengono però poco utilizzati per il costo eccessivo, e ancora l’utilizzo da parte delle navi di gas naturale liquefatto, per finire con l’elettrificazione delle banchine che, come già evidenziato, è in fase di organizzazione in gran parte dei porti italiani grazie ai fondi europei arrivati attraverso il Pnrr e sarà completata non prima di tre o quattro anni.
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