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Targhe prova, decreto beffa per Livorno: nessuna proroga “salva addetti”

di Stefano Taglione
Targhe prova, decreto beffa per Livorno: nessuna proroga “salva addetti”<br>

La norma non è stata inserita. Sindaco e prefetto chiedono l’intervento dello Stato. Salvetti: «Speravo in un risultato diverso, ma confido in un altro provvedimento»

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Livorno Per ora niente soluzione al problema delle targhe prova aziendali, “ristrette” ancora a una ogni cinque dipendenti contro il rapporto precedente di uno a uno, anche se c’è ottimismo dopo la richiesta di proroga delle vecchie regole presentata dal Comune e dalla prefettura al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Ieri nel decreto legge omnibus approvato dal Consiglio dei ministri – con misure che vanno dal fisco agli enti locali, passando per il contributo per gli abitanti sfollati delle Vele di Scampia e l’aumento da centomila e duecentomila euro della flat tax per i “Paperoni” che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia – la norma purtroppo non è stata inserita e, quindi, non è passata. Un problema serio e sentito quello delle targhe prova aziendali, visto che incide direttamente sul trasporto delle auto da immatricolare dalle banchine ai piazzali. Le nuove regole, infatti, rischiano di paralizzare i porti e un’emergenza occupazionale, solo a Livorno, di 300 addetti. Il nostro approdo, in Italia, è fra i più importanti da questo punto di vista, e le ultime regole – contenute nel decreto del presidente della Repubblica del 21 dicembre del 2023, che riformavano gli articoli 1, 2 e 3 del precedente “Dpr” 474/2001 a partire dal 29 febbraio – come evidenziato in primis dal Tirreno hanno effetti immediati sulla capacità di scarico delle macchine dalle navi ro-ro.

Il problema

L’emergenza è emersa lo scorso maggio, quando alcune “vecchie” targhe prova sono scadute e, quindi, le aziende hanno dovuto presentare le nuove richieste in motorizzazione facendo riferimento alle ultime regole, penalizzanti. Con molteplici richieste al Governo di modificare la legge. Legge che le istituzioni locali speravano potesse essere già cambiata ieri.

La richiesta

Alla motorizzazione, il Comune, aveva presentato una richiesta di proroga, rinforzata da un’analoga segnalazione del nuovo prefetto Giancarlo Dionisi. «Appena mi sono insediato – ha spiegato ieri il prefetto a margine del suo incontro con il presidente della Regione Eugenio Giani, alla presenza del sindaco Luca Salvetti – mi hanno segnalato questa problematica e mi sono subito mosso con il ministero. Bisognava assolutamente intervenire, perché a mio avviso c’è stato un errore di visuale. Capita che le leggi contengano degli errori e quando è così vanno modificate». Proprio dopo l’incontro con il governatore toscano, in prefettura, Dionisi ha parlato specificamente della questione con il primo cittadino labronico, accompagnato per l’occasione dall’assessore comunale al lavoro, Federico Mirabelli. Da mesi si sono moltiplicati gli appelli di aziende, addetti ai lavori e sindacati su una criticità che, da settembre, rischia di mettere in ginocchio l’intero settore. Non solo il porto di Livorno, ma anche tutti gli altri che operano nello sbarco delle auto da immatricolare.

Parla il sindaco

«Mi piace e mi convincono l’interlocuzione con le aziende – le parole del sindaco Luca Salvetti ieri pomeriggio alla notizia dell’approvazione del decreto omnibus senza la misura sulle targhe prova – e il gioco di squadra con le istituzioni. Noi puntavamo a un risultato immediato, ma in alternativa se il Governo o gli organi competenti non riescono ancora a costruirlo, speriamo in un provvedimento che non metta in discussione i livelli occupazionali e la funzionalità del nostro porto. Ringrazio il prefetto Giancarlo Dionisi per la collaborazione forte che ha contribuito, insieme a me, a instaurare fra amministrazione e prefettura». Già durante l’incontro con il presidente della Regione Eugenio Giani, il primo cittadino, aveva espresso parole di elogio per Dionisi, riconoscendone «lo stile nell’affrontare le varie questioni» e rimarcando la grande «comunione di intenti». «Con il prefetto abbiamo condiviso lo sbarco dei migranti, Effetto Venezia e la presa in carico di piccole e grandi criticità che riguardano il mondo del lavoro – le sue parole – perché le questioni legate al lavoro e alla comunità rappresentano l’essenza di quello che siamo chiamati a fare ogni giorno». l

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