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Livorno, mensa scolastica: un livornese su 4 non paga. Entro l'anno nuovi accertamenti
Il Comune in credito di mezzo milione: "Avanti con la riscossione coattiva"
LIVORNO. Un livornese su quattro non ha pagato il servizio mensa e quando il postino ha suonato alla porta di casa non erano buone notizie, ma l’accertamento esecutivo da parte del Comune. Intanto in riferimento agli anni scolastici 2019-2020, ma non finisce qui: già alla fine del 2024, infatti, partiranno le nuove cartelle, questa volta riguardo agli anni 2021-2022. Insomma, non si scappa.
Anche perché a Livorno – spiega la vicesindaca Libera Camici che ha la delega all’Istruzione e alle Politiche educative – «le posizioni debitorie sono 1.763 su un totale di circa 6mila utenti delle scuole dell’infanzia e primaria (le uniche con il tempo pieno e quindi che usufruiscono del servizio di refezione scolastica, ndr) per un totale di 521.229,72 euro» dovuti a Palazzo civico con una media di oltre 295 euro a famiglia morosa.
Gli importi
Da un minimo di 306,71 a un massimo di 1.392,59 euro: è questa la “forbice” del totale delle rette per la mensa non pagate. «Abbiamo mandato ora gli accertamenti esecutivi riguardo alle rette delle mense relative all’anno scolastico 2019-2020 – spiega la vicesindaca – . Noi ci rifacciamo al regolamento delle entrate tributarie comunali, approvato con una delibera del Consiglio comunale il 31 marzo 2008, che prevede anche la possibilità, agli articoli 33-34, di rateizzazione degli importi dovuti all’ente». In pratica il regolamento stabilisce la possibilità di dilazionare il pagamento per un massimo di otto rate trimestrali di pari importo. E dal versamento della prima quota ci sono poi due mesi di tempo per mettersi in pari. Alla scadenza di questo termine diventano titoli esecutivi e vengono di conseguenza inoltrati all’Agenzia delle entrate».
Il regolamento
Gli uffici comunali analizzano quindi l’istanza di presentata dal cittadino con cui chiede di rateizzare l’importo e se ci sono le condizioni, l’ente approva il piano di ammortamento, precisando che la prima rata deve essere pagata entro il 31 agosto, le successive secondo quanto specificato nel piano. Per fare degli esempi: nel caso di un debito di 668,22 euro, il piano prevede otto rate di importo pari a circa 83 euro ciascuna; se la cifra non pagata ammonta, invece, a 1.392,59 euro ogni rata sarà di poco più di 147 euro.
La quota contributiva
La quota contributiva mensile è determinata da una quota indipendente dalla presenza a mensa dell’alunno, graduata sulla base della fasce Isee di agevolazione (quota fissa) più una quota calcolata sulla base dell’effettiva fruizione del servizio, convenzionalmente determinata con riferimento a 22 giorni per ogni mese (quota variabile). E soltanto per i mesi di settembre e giugno la quota fissa viene determinata in proporzione ai giorni di effettivo svolgimento dei servizi da parte dell’amministrazione comunale.
Vietato sgarrare
Il Comune dà la possibilità di dilazionare il pagamento agli utenti morosi, ma occhio a non sgarrare. Sì, perché precisa il Comune che «il mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, anche non consecutive, fa decadere dal beneficio concesso. Dopodiché l’importo dovuto sarà immediatamente ed automaticamente riscuotibile in un’unica soluzione senza che l’importo possa essere più rateizzato».
Presto altri avvisi
Ed entro la fine del 2024 partiranno gli accertamenti in riferimento all’anno scolastico 2021-2022. «Ricordare gli adempimenti è fondamentale perché le famiglie non si trovino in difficoltà – sottolinea la vicesindaca – perché in caso di mancato pagamento di una o più mensilità, l’amministrazione comunale attiva le procedure previste dalla legge per la riscossione coattiva nei confronti dei cittadini obbligati».
La buona notizia
C’è però anche una buona notizia. «Il trend sta migliorando – conclude Camici – e negli ultimi anni i pagamenti hanno raggiunto una copertura di circa il 70%». l
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