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Effetto Venezia, il sindaco di Livorno: «Un grande ritorno per la città: spesi poco più di 400mila euro»
Luca Salvetti: «Investimento che i livornesi meritano. E resterà gratuito»
LIVORNO. «“La musica dal mondo” è stata una scelta azzeccata per quel tocco di internazionalità: è un’edizione che è costata meno dello scorso hanno perché ha necessitato di minori installazioni tecniche rispetto alle grandi video proiezioni dello scorso anno. Siamo di poco sopra i 400mila euro, in linea con il passato, mantenendo alto il livello di proposta culturale che Livorno merita». Il sindaco Luca Salvetti è soddisfatto. Non è mai successo nella storia spettacolare della città di avere tanti big e star internazionali in 5 giorni.
L’organizzazione (Comune da una parte e Fondazione Lem dall’altra) stima una media di 23mila persone che si sono avvicendate nell’ambito di ogni sera con picchi nello stesso momento anche di 10, 12mila. Poco più di 400mila euro la spesa totale. Lo ha scandito il sindaco (lo scorso anno furono 440mila euro). I costi pubblici si attestano sullo stesso livello della passata edizione dedicata al mondo del cinema. Di questi c’è un sottoinsieme pari a circa 200mila euro destinato agli artisti con tutti i loro musicisti e collaboratori. E ancora è dedicato a tutti i professionisti che sono venuti a suonare: questo vuol dire pagare loro vitto, alloggio, trasferta e tutto quello che serve per la permanenza in terra livornese. E dentro c’è anche il compenso della direzione artistica, pari a 30mila euro.
I soldi, poco più di 400mila euro, arrivano dalle casse comunali oppure da sponsor privati?
«Il sostegno economico alla manifestazione è assicurato, come tradizionalmente è sempre stato, dall’amministrazione comunale. Poi si vanno affiancando già da tempo sponsor istituzionali come Regione Toscana e Fondazione».
Investimenti non costi, giusto?
«Se parliamo di cultura e spettacoli, mostre o eventi non è ammissibile parlare di costi. Sono investimenti che hanno sempre un ritorno».
Quale è il ritorno per la città?
«Questo può riguardare il contributo diretto agli operatori culturali, agli artisti, ai tecnici, o quello indiretto a esercenti, ristoratori, albergatori, guide e servizi turistici. Ma poi c’è quello sociale fatto di opportunità di incontro, frequentazione, convivialità, apprendimento per famiglie, adulti, ragazzi e bambini che fruiscono di queste iniziative. A livello di promozione abbiamo operato con una visione “di sistema” di tutto il progetto pubblicitario che ha visto Effetto Venezia passare su tutte le testate nazionali e regionali con un ritorno d’immagine incredibile».
L’aspetto che girando le è piaciuto di più e quello che le è piaciuto meno?
«La cosa che mi è piaciuta di più è la presenza di tanti turisti stranieri oltre ai visitatori che tradizionalmente arrivano dalla regione. Mi è piaciuta anche l’ammirazione mista a sorpresa di decine di artisti che hanno conosciuto Livorno per la prima volta. Dobbiamo migliorare la fruizione e il richiamo verso alcuni angoli del quartiere che sono bellissimi e che meritano ancora maggiore visibilità».
Viabilità e parcheggi. L’esperimento del posteggio dei 4 Mori ai residenti lo considera da ripetersi?
«Certo, con l’internalizzazione dei parcheggi (che prima venivano gestiti da Tirrenica Mobilità) possiamo fare scelte più semplici per facilitare l’afflusso alla festa con sempre minor impatto sulla vita quotidiana dei residenti».
Il quartiere, con commercianti e residenti, ha risposto bene?
«Sempre meglio direi. Si tratta di trovare il giusto equilibrio tra le varie esigenze logistiche di quei giorni e contare sul sostegno di chi vive quel luogo. Commercianti e residenti ormai sanno che gli organizzatori lavorano per il bene di chi lavora o vive nel quartiere. Prendere in carico tutte le criticità è un obiettivo che abbiamo fatto nostro con serietà e buonsenso».
Alcuni operatori culturali (tipo Giacomelli, Leg) sostengono che gli eventi di un certo calibro non dovrebbero mai essere gratuiti.
«In una città ci devono essere grandi eventi a pagamento come quelli organizzati da operatori come Giacomelli al Pala Modì e iniziative invece gratuite alla portata di tutti. In questo secondo caso l’effetto positivo sull’economia e sulle attività cittadine è maggiore. Un esempio: a Lucca andare a vedere Lenny Kravitz costa intorno a 100 euro. Soldi che finiscono sostanzialmente nelle tasche dei promoter e degli artisti. La stragrande maggior parte di chi arriva là, specialmente i giovani, si muovono con panino e lattina in mano senza lasciare molto altro al territorio. Ed in ogni caso anche lì il contributo pubblico è imprescindibile. A Livorno, con un evento gratuito, magari quei soldi li spendi nei locali vicini per passare una serata completa»
Effetto Venezia 2025?
«Sì, mi è venuta venerdì mattina dopo la seconda serata. Un tema attuale attraverso il quale declinare arti e proposte da disseminare nel quartiere. Condividerò la cosa in giunta e vedremo se l’idea piace».
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