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Sanità

Visita ematologica “urgente”: «Primo posto disponibile mai». L’odissea di una paziente

di Melania Carnevali
Entrata dell'ospedale di Livorno
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Entrata dell'ospedale di Livorno

La denuncia di una 39enne residente a Livorno con priorità che attende l’appuntamento da un mese: «A Pisa e Massa non c’è posto, a Livorno da dieci giorni devono richiamarmi»

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LIVORNO. All’ospedale Santa Chiara di Pisa, doveva aveva fatto la prima visita, le continuano a dire da tre settimane che non c’è posto e di «riprovare domani».

Lo stesso all’ospedale Apuane. A quello di Livorno, invece, hanno preso in carico la sua richiesta dieci giorni fa ma ancora sta aspettando la chiamata per fissare un appuntamento. Con il cup online, poi, nemmeno a provarci: non c’è posto nemmeno nel 2028.

Eppure la 39enne massese, residente a Livorno, ha un’impegnativa per una visita ematologica con classe di priorità “breve”, cioè da fare entro dieci giorni. Più rapida c’è solo quella urgente (entro 24 ore), poi ci sono quella differibile (entro 30) e quella programmabile (entro 90). Insomma, l’approfondimento diagnostico è stato valutato dai medici necessario in un tempo molto stretto.

Difficile capire, in questo caso, se i tempi, quelli previsti per le visite con rispettivi codici di priorità, vengano rispettati, dal momento che il piano di governo delle liste di attesa regionale prevede che siano e monitorate 17 visite specialistiche e 55 prestazioni di diagnostica, e tra queste non vi rientra la visita ematologica.

«Ma è comunque necessario garantire la prestazione entro i tempi prestabiliti dalla priorità – fa sapere l’Asl nord ovest –. Sul territorio dell’Asl toscana nord ovest è presente una buona offerta per le priorità B, mentre sulle priorità differite e non specificate i tempi sono di circa 2 mesi. Si ricorda comunque che è sempre possibile attivare il percorso di tutela tramite il call center regionale o tramite l’Urp, affinché le segnalazioni siano gestite dall’ufficio help desk, servizio appunto strutturato da parte dell’azienda per consentire la presa in carico degli utenti che non trovano disponibilità o per cui la disponibilità è oltre i tempi della priorità».

Anche per quanto riguarda le altre visite specialistiche, però, non sempre i codici di priorità vengono rispettati. Per quelle allergologiche, ad esempio, all’ospedale Apuane, a giugno, solo il 53,8% delle richieste di visite con priorità B (breve) sono state esaudite nei tempi, per quelle gastroenterologiche il 59,3%, per quelle pneumologiche il 64,3%. Meglio tutti gli altri settori analizzati, soprattutto otorinolaringoiatria, urologia, remautologia, ortopedia, oncologia, oculistica e neurologia, tutte con il 100% delle richieste esaudite nei tempi.

A Livorno i settori più in difficoltà ad accontentare le visite con codice di priorità B sono state, sempre a giugno, ginecologia (45%), cardiologia (78,5%), neurologia (87,3%).

Non hanno avuto problemi invece oncologia, otorinolaringoiatria, ortopedia, dermatologia e chirurgia vascolare, tutte con il 100% delle richieste di visite con codice B esaudite nei tempi.

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