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Livorno, il trasloco del Classico: «Relegare il liceo in via degli Asili sarebbe una sconfitta per la città»
Gianfranco Porrà presidente dell’associazione ex docenti e studenti del Liceo Classico: «Poche iscrizioni ma non per questo marginali»
LIVORNO. Continua il dibattito sul trasferimento del triennio del liceo Classico dalla sede storica di via Ernesto Rossi alla “nuova” succursale di via degli Asili.
Ecco l’intervento di Gianfranco Porrà presidente dell’associazione
ex docenti e studenti del Liceo Classico di Livorno.
«La notizia che la direzione dell’Isis Niccolini Palli avrebbe comunicato il 23 luglio alle famiglie degli studenti delle classi del triennio finale del liceo Classico che nell’anno scolastico 2024/2025 sarebbero state trasferite ad un edificio di via degli Asili ha qualcosa di strano e di lesivo della cultura della città. Di strano, perché con circolare 407 del 6 luglio scorso la direzione del Niccolini Palli aveva comunicato a docenti e famiglie degli studenti che nel prossimo anno scolastico alcune classi del liceo delle Scienze Umane sarebbero state alloggiate in via degli Asili, messo a disposizione dalla Provincia.
Non sappiamo cosa sia successo fra il 6 e il 23 luglio, perché questa circolare fosse non annullata (manca una formale comunicazione di revoca), ma messa in discussione: non è difficile immaginarlo. La stranezza sta anche nella circostanza che il numero delle iscrizioni preannunciate per l’anno prossimo non è esuberante, né modifica sostanzialmente il complessivo numero degli alunni delle classi dei 5 corsi liceali. Fino al 2023-24 gli studenti, pur pigiati, ci sono entrati, nei due edifici rimasti al Niccolini Palli dopo il forzato distacco del terzo, di via Goldoni, prestato all’Enriques.
Si ritiene che, con gli stessi più che utilizzati locali, la sede divisa in 2 edifici potrebbe ancora bastare. Studenti “pigiati”, si è detto, con stanze già riservate ai docenti e la stessa biblioteca – la più antica e dotata delle scuole livornesi – adibite a classi: un vero dispiacere.
L’altro aspetto è della salvaguardia della immagine della cultura livornese. Il liceo fu istituito per decreto dei Granduchi di Toscana nel 1855, affidato ai Padri Barnabiti, che con l’avvento del Regno lo consegnarono allo Stato italiano. La sede di via Rossi (allora via della Poce) nel 1860 fu affidata dal Comune, che l’aveva acquistata dalla Comunità Israelitica, al Ministero dell’Istruzione, che vi insediò il Liceo (“Classico” lo divenne nel 1923, con la riforma Gentile) .
Semidistrutto dai bombardamenti alleati nel 1943, l’edificio di via Rossi fu ricostruito dal Comune fra il 1947 e il 1949, e di nuovo adibito all’uso del Classico. Anche con l’unificazione del Classico con il Magistrale del 2000 gli studenti del Classico hanno avuto accoglienza nell’edificio storico. Che fu trasferito alla gestione della Provincia.
Ora, cosa vorrebbe significare trasferire gli studenti del Classico in via degli Asili? Certamente, una svalutazione immateriale ma emblematica della formazione culturale offerta dal Classico, che ha dato alla città e al Paese centinaia di personaggi attivi e importanti.
Forse, se avessero ancora contatti con il mondo reale, rimarrebbero contrariati sindaci quali non solo Giovanni Targioni Tozzetti e Uberto Mondolfi, ma anche i più recerti Furio Diaz, Nicola Badaloni e Roberto Benvenuti, tutti allievi del Niccolini, per non parlare di Alessandro Cosimi, vivente e piuttosto corrucciato.
Va da sé che le iscrizioni al Classico non hanno mai avuto una intensità straordinaria – negli anni’70-’80 circa il 4% dei diplomati delle terze medie, nell’ultimo ventennio circa il 2% – ma sappiamo anche che l’indice di frequenza al Classico è proporzionale al grado di attrazione della scuola media superiore, che a Livorno è mediocre. Ma ciò non significa che la scelta fatta da un numero di studenti non eccessivo non debba essere considerata marginale: anzi. La comunità deve valutarla positivamente, perché documentativa a di una presenza non minimale di studenti che scelgono un percorso di studi molto, ma molto impegnativo, che poi presuppone il definitivo impegno universitario.
Ci piace fare presente che due scienziati, entrambi ex liceali classici, il prof Luigi Serio – attuale ricercatore in criogenia e magneti superconduttori nel dipartimento delle tecnologie degli acceleratori dell’Organizzazione europea per la ricerca nucleare (Cern) – e il prof Guido Tonelli – attuale professore ordinario di fisica all’Università di Pisa, già coordinatore del team che effettuò le ricerche per la scoperta del bosone di Higgs – hanno dichiarato che gli studi al liceo classico sono loro serviti per allenare la mente alle riflessioni, induzioni ed elaborazioni anche teoriche che hanno loro aperto una straordinaria carriera scientifica.
“Relegare” classi del Liceo Classico in una sede secondaria e ben diversa dalla storica e non solo idealmente legittima sarebbe una sconfitta per la Città di Livorno. Comprendiamo anche le umane contrarietà espresse da studenti e famiglie, che condividiamo».
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