Gioco
«È anziano? Non esca di casa». A Livorno arriva la telefonata che aiuta a difendersi dal calso
Gli addetti delle diverse associazioni di volonatriato chiamano ogni giorno per avvertire dei pericoli. Nella lista persone sole o con i figli che lavorano lontano
Livorno Una linea diretta con gli anziani per pregarli di non uscire di casa nelle ore più calde. È quella che hanno attivato, in questi giorni, tutte le associazioni di soccorso livornesi e colligiane. L’obiettivo, dato che siamo nel bel mezzo dell’ondata africana, è preservare la loro salute. Telefonate che evidentemente funzionano, dato che il 118 non ha rilevato aumenti di chiamate legate a quest’emergenza. «Un incremento dei soccorsi c’è stato – spiega il direttore della centrale di Livorno e Pisa, Nicola Bertocci – e una quota parte magari sarà legata anche al caldo intenso, ma il vero aumento si è verificato perché la costa è frequentata da un maggior numero di persone, dai turisti insomma. È così ogni estate, si tratta di un incremento fisiologico e comunque non così elevato».
Pubbliche assistenze
La Svs, nell’ambito del servizio “Linea amica”, contatta ogni giorno decine di anziani. Persone sole, senza familiari o con i figli che lavorano lontano da Livorno. E nei colloqui periodici, il consiglio principale, in questi giorni è quello di non uscire di casa nelle ore più calde. «Le chiamate le facciamo per tenere loro compagnia – spiega il direttore Francesco Cantini – e ne approfittiamo anche per dispensare consigli utili legate alle condizioni meteorologiche. Ribadiamo loro di restare a casa nelle ore centrali della giornata, anche se devo dire che oggi (ieri per chi legge ndr) anche la mattina presto il caldo era fastidioso, quindi per tutti i pazienti più fragili sarebbe stato meglio non uscire proprio». L’associazione, sul 118, non ha rivelato particolari aumenti di interventi legati all’ondata africana: «Capita di rispondere alle chiamate sul litorale pisano, da Calambrone a Tirrenia – prosegue Cantini – ma semplicemente per tutto ciò che può accadere negli stabilimenti balneari, ora molto frequentati, non solo per malori legati al calore». La Pubblica assistenza di Collesalvetti, invece, riceve parecchie telefonate dagli assistiti che, periodicamente, vengono accompagnati nei centri clinici per le terapie o le visite. «Dopo un po’ di tempo si instaura un rapporto di amicizia – rivela il presidente Stefano Gambini – quindi ci contattano anche solo per ricevere qualche consiglio e in queste settimane il caldo è certamente l’argomento clou».
Misericordie
La campagna di sensibilizzazione va avanti anche con l’impegno delle Misericordie. «Consigliamo a tutti di non uscire nelle ore più calde – spiega l’operatrice del centro servizi della confraternita di via Verdi, Chiara Assuntino – e devo dire che veniamo ascoltati. Rispetto agli anni scorsi ci sono meno chiamate di soccorso in contemporanea alle ondate di calore, probabilmente perché le persone hanno capito come comportarsi. La prossima settimana il meteo dovrebbe essere più clemente, speriamo in un’attenuazione del fenomeno». «Per aiutare le persone più fragili e non farle uscire di casa – spiega il direttore della Misericordia di Antignano, Fabio Cecconi – i nostri volontari, su richiesta, portano a domicilio i farmaci e delle piccole spese. Notiamo, ma non c’è bisogno di dirlo, che sono gli anziani a soffrire maggiormente queste difficili condizioni climatiche, ce lo dicono apertamente quando li accompagniamo ad esempio in ospedale per le terapie o per le visite. Cerchiamo di fare il massimo per loro». «I consigli che forniamo ai nostri assistiti – aggiunge Elena Del Corso, governatrice della confraternita di Montenero – sono quotidiani, abbiamo il dovere di avvertirli sui rischi legati al caldo». «Cerchiamo di fare il miglior lavoro possibile – le parole di Giovanni Landi, governatore della Misericordia di Vicarello – e devo dire che, nei consigli che forniamo ogni giorno in queste terribili giornate di caldo, gli anziani ci ascoltano. I soccorsi del 118 sono ancora gestibili da questo punto di vista. In questo senso la criticità è un’altra: ogni volta che andiamo al pronto soccorso di Cisanello, dove c’è una carenza di barelle, i nostri di emergenza devono restare a lungo in coda e rischiamo di lasciare sguarnito il territorio».
Croce rossa
Quotidiano anche il lavoro dei volontari della Croce rossa italiana del comitato di via Lamarmora. «Siamo sempre a disposizione delle persone che ci chiamano – spiega il coordinatore dei soccorritori del Pontino, Luca Pullerà – e naturalmente, giornaliero, è anche il servizio del 118, che assicuriamo continuativamente. Da questo punto di vista negli ultimi giorni abbiamo assistito a qualche sincope in più rispetto alle settimane precedenti, provocata proprio dal caldo anomalo, ma siamo sempre su numeri non alti, per fortuna ancora contenuti. l
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