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Il personaggio

Pietre in equilibrio, il re è il livornese Marco: «Così ho messo in fila tutto il mondo»

di Marcello Mastrocola

	Marco Quercioli
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Marco Quercioli

Ha vinto il titolo iridato di Stone Balance che si è tenuto a Dunbar, in Scozia

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LIVORNO. Il livornese Marco Quercioli è campione del mondo di “Stone Balance”, il concorrente labronico in rappresentanza dell’Italia ha vinto i campionati mondiali tenutisi dal 9 al 14 luglio a Dunbar, in Scozia.

La disciplina

Stone Balance è la disciplina che vede semplicemente delle rocce allineate, rocce in prossimità di spiagge e litorali, ma in modo molto elaborato, delle vere e proprie opere d’arte che attraggono la curiosità di tanti visitatori e che ormai si riscontrano in ogni zona balneare italiana.

Ma lo Stone Balance non è un passatempo da spiaggia, è una forma di meditazione zen, di concentrazione, di equilibrio interiore con forte attenzione al rispetto dei luoghi e dell’ambiente, come spiegato proprio da Marco a Il Tirreno pochi giorni prima della sua partenza per la Scozia per il campionato mondiale.

Il racconto

«Sono ancora molto emozionato” racconta Marco – ho partecipato a quattro gare distinte per tipo di bilanciamento, sono arrivato primo in tre competizioni e questo mi ha dato un punteggio complessivo molto alto. Nella gara di impilamento ho peraltro battuto il record mondiale, mettendo insieme 49 pietre mentre il precedente record era di 46, il tempo di realizzazione era di 20 minuti. Ci sono state la competizione per la creazione di un arco, da creare in 30 minuti, la terza gara invece è stata per una scultura di fantasia, da realizzare in due ore e mezza, l’ultima era fra due partecipanti che dovevano impilare sette pietre in due minuti».

La cosa più bella

«È che niente è stato vissuto come una competizione fra tutti noi – racconta Quercioli – ma come una festa, un bel confronto. Ho stretto tante mani e dato e ricevuto tanti complimenti. C’è stata massima lealtà e sportività fra i partecipanti e anche la gente del posto, di questo bel paesino che è Dunbar, ci ha fatto sentire come a casa, peraltro da loro c’è una forte tradizione in questa disciplina artistica. In ogni caso è sempre bello confrontarsi con persone e culture diverse dalla nostra. A Dunbar gli altri partecipanti venivano da Australia, Francia, Stati Uniti, Inghilterra, Irlanda e Germania, Ovviamente è nel complesso un’esperienza che mi ha arricchito e che non dimenticherò, anche perché ho rappresentato la mia città e il mio paese».

La carriera

Marco ha iniziato ad approcciarsi allo Stone Balance quattro anni fa, durante una normale giornata in riva al mare.

«Stone Balance – spiega il campione del mondo – è ricerca di un equilibrio, una disciplina che mette insieme concentrazione della persona e posizionamento dei mezzi esterni, nel caso di specie le pietre utilizzate per la scultura. È considerata una forma di arte effimera, perché quanto realizzato si prevede, per motivi di tutela ambientale, non sia destinato a durare nel tempo oltre pochi minuti necessari a una foto o una breve contemplazione. Fatto questo, le pietre vanno messe nel luogo e nel modo in cui erano state trovate. Stone Balance è questo è molto altro, anche perché se in Italia e a Livorno è pratica quasi comune da pochi anni, in vari luoghi, non solo dell’Europa, è parte del panorama litoraneo diffusa da molto più tempo».

In attesa di conoscere le nuove iniziative di Marco Quercioli, che ripeterà come lo scorso anno dei percorsi illustrativi per ragazzi che vogliono avvicinarsi allo Stone Balance, è possibile visitare sulla sua pagina Facebook varie creazioni realizzate anche durante il campione mondiale, comprese le fatiche che a Dunbar lo hanno fatto diventare il numero uno al mondo per il 2024.

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