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Livorno, due pony visitano gli ospiti della Rsa. E gli anziani di villa Serena tornano bambini per un giorno

di Luca Balestri
Livorno, due pony visitano gli ospiti della Rsa. E gli anziani di villa Serena tornano bambini per un giorno

La reazione di Mara, Alfredo e Bianca è tenera e meravigliosa. Addirittura un paziante è uscito dalla camera con il deambulatore. I due animali arrivano dalla fattoria di Coltano. Si tratta di un progetto sperimentale: «Speriamo di esportarlo».

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LIVORNO Sulla sua criniera Mu ha una treccia con dei fiocchetti neri, mentre per Pollicino si sono scelti i colori azzurro e bianchi, su dei “capelli” sciolti. Quello che indossano in comune è il colore dei mutandoni , celeste scuro. Veterano e biondo il primo, novellino e moro il secondo, è così curati che i due pony sono arrivati nella residenza sanitaria per anziani Villa Serena, a Montenero.

È grazie alla collaborazione tra il Comune di Livorno e l’associazione “La solidarietà”, diramazione dell’Svs, che nel mese di luglio i due cavalli sono potuti andare a trovare i pazienti, in tre diverse occasioni, per passare qualche ora insieme, migliorando le loro giornate.

Il progetto “Un pony in visita” è appena terminato, ma l’emozione che resta è ancora tanta. «Abbiamo riscontrato tanto piacere da parte degli operatori sanitari. E soprattutto da parte degli anziani, i protagonisti della pet therapy».

A parlare è Giulia Fiore, che insieme a Michela Medoro, ha portato i due animali dalla fattoria didattica di Coltano, dove risiedono, a Villa Serena. «Stando a contatto con i pony gli anziani riaccendono le loro emozioni. Si ricordano di quando erano bambini. Tanti avevano il cavallo anni fa, ed è la prima cosa che ci dicono quando ci vedono entrare con Pollicino e Mu», continua Fiore.

Gli interventi assistiti con gli animali, questo il nuovo nome tecnico della pet therapy, oltre a stimolare la mente degli anziani, li invoglia a muoversi, a uscire dalle stanze della residenza. «Addirittura un paziente è uscito fuori, con il deambulatore, per portare il pony a mangiare l’erba. Lo spazio esterno di Villa Serena ci dà l’opportunità di gestire al meglio le visite degli animali», dice Medoro.

«Di solito sono gli utenti che vanno dove stanno i cavalli per fare terapia, ma con questo progetto abbiamo voluto dare l’opportunità a chi fa fatica a muoversi, o non può farlo», continua Medoro, che di Mu e Pollicino è la proprietaria. E se è vero che i pony sul pavimento hanno più difficoltà che sull’erba a camminare, è altrettanto reale che per andare ai piani a trovare i pazienti non hanno avuto problemi a prendere l’ascensore.

«Che bello, è bravissimo questo cavallo», dice la signora Bianca (per i pazienti dell’rsa si usano dei nomi di fantasia, ndr), la prima a pettinare Pollicino. «Ha un musino che sembra di velluto». E quando ad avvicinarsi ai pony è un’altra paziente, Eva, la memoria della novantenne viene riaccesa: «Prima di cani e gatti, in casa si tenevano i cavalli. Anche perché servivano per trasportare i barrocciai. Mio marito era fissato con questi animali, li tenevamo a Salviano. E quando si poteva si portavano a passeggiare sul mare». E non solo: il marito di Eva era un fantino, e amava trottare. «Andava a correre a Montecatini. Il nostro cavallo si chiamava Arsenio».

Mentre Alfredo accarezza Pollicino, facendo anche finta di dargli dei biscotti, è Mara, emozionata, a raccontare il suo rapporto con gli equini: «Insieme a mio marito ho allevato i cavalli da corsa per tutta la vita. Anche mio padre lo faceva, così come i miei zii e i miei cugini. Ad ogni cavallo che nasceva, il proprietario della tenuta faceva una R sopra, l’iniziale del suo nome». La famiglia di Mara non ha smesso di occuparsi di animali, e lo fa tutt’oggi: «Mio marito era un fantino famoso a Livorno. E mia figlia oggi è una veterinaria».

I pazienti non vedevano l’ora che arrivassero Pollicino e Mu. Tant’è che si sono fatti trovare negli spazi comuni per accogliere i due amici a quattro zampe. Tredici anni Mu, quattro Pollicino, mentre il primo è abituato da tempo ai pazienti, il secondo è ancora in fase di addestramento. «I pony hanno caratteristiche ottimali per questo tipo di terapia. Non hanno paura, sono abituati ai rumori, si muovono bene in corsia, così come in ascensore», commenta Fiore. Che insieme a Medoro spera che il progetto, pilota per la città di Livorno, possa essere replicato anche in altre rsa.

«La pet terapy è un ottimo modo per gli anziani di avere una compagnia diversa dal solito. Noi speriamo di poter portare avanti questo progetto anche in altre rsa livornesi, sempre con la collaborazione del Comune». Spera che il progetto possa andare avanti anche Chiara Allegri, presidente de “La solidarietà”. «Il Comune ha contribuito con il patrocinio e con una parte delle spese per il progetto. Il resto lo abbiamo finanziato noi. Dato che è sperimentale, abbiamo deciso di far partire il progetto nelle strutture comunali, come Villa Serena e Pascoli –commenta-. L’idea far stare gli anziani con i pony è piaciuta a tutti: non solo al Comune e agli stessi pazienti, ma anche ai loro parenti e agli operatori sanitari. Gli interventi con gli animali hanno un grande potere benefico. Spero questo progetta si possa fare anche in tante altre rsa della città».

La disponibilità a portare avanti il progetto c’è anche da parte di Villa Serena: «qua, fondi permettendo, facciamo tutte le attività che possono piacere ai nostri pazienti», dice Marco Stilo, assistente sociale. l


 

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