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Sms, svolta più vicina: «Ora Eni è disponibile a pagare i due mesi di stipendio arretrati»
Incontro all’Ispettorato del lavoro tra il consorzio Sidep e la multinazionale. E i sindacati chiedono l'apertura di un tavolo di crisi in Regione
Livorno «Eni si è detta disponibile a pagare gli stipendi arretrati». La vertenza di Sms Operations Italia si avvia verso una svolta. Ora c’è una nuova data: il 25 luglio. È allora che sapremo se i 42 dipendenti dell’azienda specializzata in manutenzioni meccaniche riceveranno i due mesi di retribuzioni arretrate e anche se tutti i lavoratori del consorzio Sidep – 31 in totale, tra cui i 18 dipendenti di Sms impegnati nella raffineria di Stagno – dal 1° agosto saranno assunti dalla Tecnomec Engineering di Taranto che si è aggiudicata la gara d’appalto.
Ieri Mauro Macelloni della segreteria Fiom Cgil ha partecipato all’incontro organizzato all’Ispettorato del lavoro, in via Fiume, a cui era presente un rappresentante di Sms Operations Italia, uno di Eni e il presidente del consorzio Sidep. «Eni, in qualità di committente e dunque responsabile in solido, ha dato la sua disponibilità a pagare gli stipendi arretrati e a garantire l’ingresso dell’azienda che subentrerà a Sms dal 1° agosto all’interno della raffineria – spiega Alessandro Gaetano, delegato sindacale per la Fiom Cgil della Sms – . Tuttavia resta ancora una grande incertezza per i colleghi di Rosignano: per loro, infatti, la soluzione della vicenda appare più lontana. Ci saranno degli incontri e noi continueremo a seguirla da vicino». Intanto le segreterie provinciali Fiom-Cgil e Uilm-Uil hanno inviato una richiesta alla Regione Toscana per l’apertura di un tavolo di crisi.
Già da oggi i lavoratori di Sms abbasseranno (ma non seppelliranno del tutto) l’ascia di guerra e riprenderanno a lavorare nella raffineria di Stagno: ieri hanno smontato quel gazebo sotto il quale hanno trascorso una settimana in presidio permanente. Giorno e notte, per difendere i loro diritti. «Ringrazio tutte le persone che sono rimaste al nostro fianco, le istituzioni che ci hanno fatto sentire la loro vicinanza e i colleghi di altre aziende che hanno condiviso con noi questo difficile momento», sottolinea Gaetano. Soddisfatto anche il sindaco Luca Salvetti. «Con l’assessore Federico Mirabelli abbiamo seguito questa vicenda fin dall’inizio – sottolinea il primo cittadino – e siamo felici di essere arrivati a questa concertazione».
Massimo Braccini, segretario generale Fiom Cgil Livorno e Grosseto, ora spera che questa sia davvero la soluzione riguardo agli stipendi arretrati, «ben sapendo che nel meccanismo delle lavorazioni tra committente e appalti vi è una responsabilità solidale e quando il datore di lavoro non paga, dovrà farlo chi si è avvantaggiato della prestazione dei lavoratori impiegati nell’appalto, quindi il committente». Ma per Braccini, una volta risolta la questione stipendi, bisognerà andare oltre. «Subito dopo deve essere trovata una soluzione per tutti i lavoratori di Sms in un contesto un po’frazionato – sottolinea il sindacalista – . Per quanto riguarda quelli che lavoravano all’interno del sito Eni, vi può essere la ripresa del rapporto di lavoro con l’azienda che si è aggiudicata la gara d’appalto, la Tecnomec di Taranto, mentre va ancora compresa la prospettiva per la parte dei lavoratori Sms Operations Italia di Rosignano, precisando che non è vietato assumere da parte delle aziende committenti. Abbiamo il dovere di salvaguardare il lavoro ed il patrimonio professionale dei lavoratori, in una discussione complessiva dove sentiamo spesso dire, anche da parte delle imprese, che mancano le professionalità. Invece le professionalità ci sono, ma non vanno sacrificate al profitto. Ancora una volta si presenta la questione degli appalti perché, guarda caso, ma non è un caso, la gran parte dei problemi, sia per quanto riguarda il salario o la sicurezza nei luoghi di lavoro, riguarda i lavoratori di ditte in appalto o in subappalto, cioè l’anello più debole dell’organizzazione complessiva del lavoro. Questo meccanismo in senso generale è stato costruito di proposito per risparmiare sul costo del lavoro e per dividere i lavoratori, grazie anche a leggi su leggi che ne hanno favorito la possibilità di gestirlo».
Infine, per Braccini, il compito del sindacato è risalire la catena delle responsabilità. «A cominciare da chi ha il vero potere di intervento e di spesa, richiamando ognuno a precise responsabilità – conclude – . Come Fiom Cgil proseguiremo a batterci a fianco dei lavoratori fino in fondo e percorreremo ogni strada volta a costruire una soluzione positiva della vertenza. Se necessario allargheremo il livello del conflitto, valutando anche forme di sostegno economiche ai lavoratori attraverso una possibile cassa di resistenza».l
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